Mangio dunque sono

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Era il lontano 1965, quando una pimpante Rita Pavone, apparve sul grande schermo cantando “viva la pappa col pomodoro”. Da allora è passato giusto qualche anno ma il fascino di questa pietanza resta immutato. D’altronde si sa, l’arte culinaria affascina un po’ tutti noi italiani e se la strada che va dal divano al frigorifero è quella che conosciamo meglio, la colpa è da imputare ai batteri del nostro organismo! Proprio così, avete capito bene. Pare, infatti, che un recente studio, condotto in Francia nell’Università di Ruoen, abbia analizzato il comportamento di alcuni batteri, gli E. Coli, in relazione all’assunzione di cibo. Questi batteri sono di norma abituali commensali della flora batterica intestinale che viene nutrita grazie al complesso di elementi assunti con l’alimentazione. Per questo, circa 20 minuti dopo i pasti, gli E. Coli iniziano a produrre proteine che inibiscono nel cervello i meccanismi della fame. Il tutto si basa sulla comunicazione fra i batteri e l’ospite tramite la produzione del peptide YY che conferisce una sensazione di sazietà al nostro organismo. All’accumulo del peptide YY segue quello dell’ormone GLP-1, anche questo responsabile della diminuzione dell’appetito. Dunque gente, imitare Anna Moroni, Antonella Clerici e Benedetta Parodi, non è tutti i giorni una buona idea ed incolpare unicamente i vostri batteri per una mancata silhouette fisica, lo è ancora meno! Perciò evitate le sfide a ritmo di “pappa al pomodor” e concedetevi sport e sana alimentazione!

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