The Philadelphia killer

Philadelphia, Pennsylvania 21 luglio 1976

La Legione americana, associazione di militari che hanno prestato sostegno in guerra, tiene il suo annuale convegno presso il Bellevue-Stratford Hotel. Ma i 2000 Legionari che prendono parte al convegno, non sanno che per loro la vera guerra non è ancora cominciata.

27 luglio, tre giorni dopo la fine del congresso, il Legionario Ray Brennan, un tempo capitano della US Air Force, muore nella sua casa a 61 anni per un apparente infarto.

30 luglio, si verifica la morte inusuale di Frank Aveni, 60 anni, apparente infarto.

1 agosto, sei legionari di età compresa tra i 39 e gli 82 anni, perdono la vita.

Nessuna pista, nessun indizio, nessun testimone.

Le vittime lamentavano i medesimi sintomi: stanchezza, dolori al petto, congestione polmonare, febbre.

Ernest Campbell, medico di Bloomsburg, Pennsylvania, nota che tre dei suoi pazienti che avevano preso parte alla American Legion, manifestano i medesimi sintomi. Entro una settimana, più di 130 persone, per lo più uomini, vengono ricoverati in ospedale.

Si verificano più di 25 morti. Il caso si avvolge in una coltre di mistero che basta ad invadere tutti i quotidiani con espressioni come “the Philadelphia killer“. Dovranno passare dei mesi prima che nel gennaio del 1977, il “Centers for Disease Control and Prevention” identifichi ed isoli il killer trovato nell’impianto di condizionamento dell’hotel dove i Legionari avevano soggiornato.

La “Legionella” (così fu chiamato questo batterio che si sviluppa in habitat acquatici) deve il suo nome ai Legionari che morirono per combattere un nemico senza volto nè identità contro cui le normali armi belliche furono del tutto inutili.

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