Ridisegnato l’albero della vita

Che i batteri siano la forma di vita predominante sul nostro pianeta fa ancora un pò effetto, anche perchè ovunque volgiamo lo sguardo vediamo vita in tutte le sue rappresentazioni. E’ un pianeta che brulica di vita e lo constatiamo dalle piante, dagli animali, dai funghi che sono presenti ovunque. Recenti studi però hanno messo in evidenza che, alla luce della scoperta di numerosissimi microorganismi diversi, non è più attuale rappresentare l’albero della vita come un albero con un’unica radice e diversi rami, ma adesso la vita sul nostro pianeta si rappresenta come una sorta di arbusto molto ramificato, senza una Last Universal Common Ancestor (L.U.C.A. per i profani), che ne faccia da radice. Questi studi sono stati portati avanti da ricercatori dell’Università di Berkeley e pubblicati su Nature Microbiology e mostrano chiaramente come l’uomo non sia altro che un minuscolo puntino in una rappresentazione arborea enorme in cui fanno da padroni principalmente eubatteri, i batteri veri e propri, e gli archeobatteri, forme di vita che abitano ambienti ostili ed estremi. Sicuramente questo nuovo approccio di vedere la vita ci porterà sempre più di più alla consapevolezza che ancora poco conosciamo della vita del nostro pianeta e che ancora dobbiamo scoprire un numero molto ampio di microorganismi, molti dei quali si trovano in ambienti difficili da raggiungere, come vulcani e profondità oceaniche ma molti potrebbero abitare forse anche fuori dal nostro giardino.

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