Miglior mamma parassita dell’anno!

Per conoscere il vincitore dell’ambìto titolo di “Mamma dell’anno”, dobbiamo addentrarci nel mondo dei parassiti artropodi, in particolar modo di quelli che vivono in superficie nutrendosi di sangue. Questi microorganismi parassitano volatili e mammiferi, uomo incluso. Essi appartengono alla classe degli insetti, anche se non possiedono le ali e sono magri ed atletici nonostante il robusto esoscheletro di chitina che li protegge. Il loro punto di forza sono gli arti posteriori, i quali li rendono degli ottimi saltatori. Sono denominati Sifonatteri, termine che deriva dalle parole greche “Siphon” tubo e“Aptera” senza ali, ma da tutti conosciuti come PULCI.

pulce

L’apparato buccale tubulare è in grado di far succhiare alla pulce un quantitativo di sangue pari a 15 volte il suo peso corporeo, equivalente ad un pasto giornaliero di ben 900 Kg per una persona di soli 60 Kg. Sarà ingordigia…?

Ebbene, inaspettatamente la risposta è NO, infatti è proprio questa loro caratteristica che le ha consacrate migliori mamme dell’anno. La maggior parte del loro pasto viene infatti eliminato nelle feci, le quali diventano il principale nutrimento delle larve. Una pulce femmina depone in media 50 uova al giorno per 4 mesi l’anno, le quali entro 5 giorni schiudono liberando la larva. Da qui il ciclo vitale prosegue come quello delle farfalle con l’evoluzione in pupa e poi infine nell’adulto. L’intero ciclo, detto olometabolo, può durare dalle 2 settimane ai 6 mesi in base alle condizioni ambientali, infatti le pupe racchiuse nel bozzolo possono sopravvivere fino a 2 anni, sia in ambiente che come ospiti dei loro mammiferi prediletti, cioè cani e gatti.

Ma non c’è da temere per i nostri amici a quattro zampe! Essi possono essere protetti da insetticidi che indeboliscono e limitano la riproduzione delle pulci. Un esempio è il Lufenuron, farmaco che inibisce la sintesi della chitina, sostanza necessaria per la formazione del “dentino di chitina” grazie al quale le larve rompono l’uovo.

Raluca Stoica

Commenta per primo

Rispondi