E. coli come “Terminator”: programmato per uccidere… il “Maledetto”!

La fantascientifica possibilità di riprogrammare il DNA di un batterio per attaccare le cellule tumorali non è più un sogno. Si apre così una nuova era per la lotta al cancro!

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Quante volte abbiamo pensato: “Capperi… in laboratorio ormai siamo alle cellule sintetiche, ovvero creiamo la vita dal nulla, eppure con il maledetto cancro ancora siamo vincolati a strategie terapeutiche obsolete?”. Sembra paradossale, ma battere il “Maledetto” è davvero complesso per via delle sue numerosissime forme e, nonostante si siano fatti passi giganteschi nella cura e nella prevenzione, rappresenta ancora oggi nelle nostre coscienze la paura più grande per la nostra salute. Ebbene, il MIT di Boston è riuscita a creare un qualcosa di sbalorditivo (con tanto di pubblicazione su “Science”), coniugando quelle che sono le tecniche di ingegneria genetica con le conoscenze della microbiologia. All’interno del DNA di un ceppo di Escherichia coli sono state inserite sequenze di DNA in grado di riprogrammare la cellula per funzioni aggiuntive, rispondendo ad input ambientali specifici in grado di attivare i circuiti sintetici creati “ad hoc” proprio dalle sequenze di DNA inserite nella cellula batterica. Christoper Voigt, docente di Ingegneria Biologica al MIT, ed i suoi colleghi hanno utilizzato un linguaggio che costruisce circuiti sintetici che rilevano composti diversi, come ossigeno o glucosio, così come luce, temperatura, acidità e altre condizioni ambientali. Può sembrare a primo impatto banale, ma avere un microrganismo che risponda a condizioni ambientali strettamente specifiche è di assoluta importanza. Infatti, l’idea futura è creare un microrganismo in grado di riconoscere gli input tipici dell’ambiente tumorale, produrre e rilasciare in tale sito farmaci anti-tumorali in maniera mirata (in perfetto stile sentinelle del film “MATRIX” che ricercano la Nabucodonosor di Morpheus!), così da aumentare specificità ed efficacia terapeutica senza esporre inutilmente l’intero organismo agli effetti avversi spaventosi e tipici dei chemioterapici. Insomma, anche se siamo ai primordi di tale metodiche, possiamo dire che davvero si apre un’altra frontiera terapeutica per la lotta al cancro e che ancora una volta i batteri forniscono il loro indispensabile contributo per la salute dell’uomo.

Giovanni Di Maio  (alias Santi Rocca)

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