Uno zoo di Demodex per tutti!

Demodex_folliculorumChi da bambino non ha mai voluto avere uno zoo tutto per sé? E se vi dicessi che l’avete sempre avuto sulla vostra faccia? Probabilmente non sarà lo zoo dei vostri sogni fanciulleschi, ma sappiate che è già sotto il vostro naso. O meglio, SOPRA di esso.

Sto parlando di acari del genere Demodex, esserini lunghi 0.3–0.5 mm dal corpo vermiforme, una parte anteriore rostrata e una posteriore con otto arti. Attualmente sono 65 le specie conosciute di Demodex, tra cui D. folliculorum e D.brevis hanno l’uomo come unico ospite (si dicono quindi specie-specifici). Le due specie hanno localizzazioni diverse sul viso umano: D. brevis si trova nelle ghiandole sebacee, mentre D. folliculorum si localizza nei pori e nei follicoli piliferi. In media una persona ospita 0.7 D. folliculorum per cm2, con picchi di 5 per cm2. E non è tutto, durante la notte questi simpatici animaletti escono dai follicoli in cui stanno rintanati durante il giorno e vanno a farsi un giro sulla vostra faccia (alla velocità di 8-16 mm/h) e, se la giornata è propizia, si accoppiano e depositano uova che si schiuderanno dopo tre/quattro giorni, mentre le larve saranno adulte in circa sette.

Nel 1841 alcuni esemplari di Demodex furono scoperti indipendentemente da due scienziati, ma furono classificati correttamente un anno dopo dal dermatologo tedesco Gustav Simon. Quello che indusse in errore i suoi scopritori fu la particolare forma del corpo di Demodex, adattata ad uno stile di vita parassitico in un ambiente particolare come il follicolo, in cui deve stare infilato a testa in giù. Per questo motivo Demodex ha subito un progressivo allungamento del corpodemodex_EN1più propriamente detto opistosoma), mentre il torace (o podosoma) è provvisto di 8 zampette che terminano con artigli che gli assicurano una miglior presa. La testa (o gnatostoma) è provvista di occhi e uncini, e solitamente si trova all’interno del follicolo, in modo tale da permettere all’animale di nutrirsi del contenuto cellulare (e non di sebo come si pensava in passato) attraverso un ago retrattile. Se questa visione non vi piace, pensate quanto più disgustosi risulterebbero i vostri micro-inquilini se vi facessero anche i bisogni addosso, cosa che non avviene in quanto essendo sprovvisti di ano le sostanze di scarto vengono accumulate all’interno di particolari cellule annesse all’intestino. Lo sgradevole problema si ripresenta però alla morte degli acari: in quel momento infatti il loro esoscheletro si lisa, riversando tutto il contenuto corporeo all’esterno.

Resta da chiarire se la convivenza tra uomo e Demodex sia pacifica o meno, in termini tecnici se si tratti di commensalismo o di parassitismo. Certo è che esiste una correlazione positiva fra un aumento di Demodex e l’insorgenza di un certo numero di patologie cutanee quali la rosacea (una dermatosi cronica che si manifesta con lesioni di tipo acneiforme), acne, dermatiti, pitiriasi, folliculite e blefarite (infiammazione delle palpebre), ma resta da scoprire se questo aumento numerico ne sia una causa o un effetto. Alcuni studi in corso potrebbero darci una risposta, ma qualcuno ha già avanzato l’ipotesi che la lisi dell’esoscheletro con relativa fuoriuscita del contenuto corporeo dell’acaro, potrebbe essere la causa scatenante.

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Se a questo punto avete in mente uno sterminio di massa sappiate che è inutile, in quanto la prossima volta che incontrerete un amico, bacerete il partner o vi addormenterete sul cuscino di qualcun altro, sarete nuovamente invasi da questi animaletti a otto zampe. Inoltre sappiate che non si arrenderanno facilmente nemmeno alla vostra morte, infatti vi sopravviveranno di circa una settimana, costituendo degli affidabili testimoni per la datazione del trapasso. Un estremo segno di riconoscenza per l’ospitalità ricevuta.

Andrea Borsa

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