Herpesvirus umani: immortali grazie ai telomeri

Quanti hanno già sofferto di dolorose afte e vesciche erpetiche, o quanti sono stati colpiti dalle cosiddette malattie dell’infanzia? Ebbene è stato scoperto il meccanismo di resistenza che sta alla base della capacità trasmissione e  di generazione di infezioni latenti da parte di certi virus umani!

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Gli Herpesvirus  infatti, sono agenti patogeni onnipresenti che persistono nell’ospite per tutta la vita. In particolar modo due herpesvirus umani (HHV-6A e HHV-6B) , Betaherpesvirus appartenenti alla famiglia degli Herpesviridae , colpiscono i bambini fin dalla tenera età dando la cosiddetta sesta malattia.

In recenti studi infatti è stato dimostrato che essi possono integrare il loro materiale genetico nei telomeri dei cromosomi delle cellule ospitanti, anche delle cellule germinali, cioè le cellule adibite al trasferimento del nostro materiale genetico alla prole, con conseguenza assai devastante: gli  individui sono destinati ad ospitare il virus in ogni singola cellule del loro corpo ed a trasmetterlo ai loro discendenti, condizione che colpisce circa l’1% della popolazione umana

Curiosamente, HHV-6A, HHV-6B e diversi altri herpesvirus hanno sequenze telomeriche al termine del loro genoma simili a quelle umane e proprio per questo riescono a integrare i loro in quelli umani. Queste sequenze sono dette TMR: il perfetto TMR (PTMR) e l’imperfetto TMR (impTMR).

Dunque ci si è chiesti se potesse essere questo il segreto dell’immortalità di questi virus! Per determinarlo sono stati svolti una serie di esperimenti in cui è stato  eliminato sia pTMR e  sia impTMR nel genoma HHV-6 e si è trovato che l’interazione avviene tra le TMR, cioè le sequenze di integrazione, e la manutenzione del genoma virale: infatti è risultato che l’integrazione è essenziale affinchè il genoma venga mantenuto e permetta la replicazione virale, e che l’integrazione è mediata dai TMR.

In conclusione dunque le sequenze TMR dell’HHV-6A sono cruciali per l’integrazione e la manutenzione del genoma del virus nelle cellule latentemente infette e non, in quanto assicura la sopravvivenza del virus con conseguente replicazione del suo genoma nelle cellule germinali ma anche nelle latentemente infette. Ed ora sono proprio queste sequenze il bersaglio di nuovi farmaci che con molte probabilità aiuteranno a sconfiggere le infezioni latenti.

Raluca Stoica

Fonte: Plos Pathogen

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