La sociopatia dei topi è una conseguenza di scompensi batterici?

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Sempre più studi dimostrano chiaramente una netta correlazione tra il microbiota intestinale e alterazioni neurocomportamentali. Mauro Costa-Mattioli, un neuroscienziato del Baylor College of Medicine di Houston in Texas, ha pubblicato un interessante articolo su Cell, mettendo in correlazione la dieta di alcuni topi con la presenza di alcune forme di sociopatie, che potrebbero essere paragonate all’autismo umano. In particolare sono stati nutriti diversi topi con cibi ipercalorici, come quelli che possiamo trovare facilmente nei fast-food e si è visto che i cuccioli di questi avevano alcuni comportamenti anomali, come l’ansia, assenza di intraprendenza sociale e scarsa propensione alle interazioni sociali. Questa differenza tra topi sani e topi anormali era chiara poiché come controllo sono stati considerati i cuccioli di topi nati da roditori nutriti con cibi normali, non ipercalorici. I topi anormali sono stati poi, come prova del nove, reinseriti in ambienti in cui erano presenti topi con un’alimentazione sana e, poiché i topi mangiano gli escrementi dei propri simili, sono ritornati dopo poco tempo quasi alla normalità. Da analisi microbiologiche si è infatti evidenziata una presenza nettamente inferiore del batterio che promuove la produzione dell’ossitocina, il cosiddetto ormone dell’amore, ossia Lactobacillus reuteri. Con una dieta normalizzata nell’ambiente in cui erano presenti topi sani, i livelli intestinali di questo batterio erano ritornati alla normalità, così come i comportamenti inizialmente anormali di questi topi. Questi studi sicuramente non vogliono associare alcune sindromi neuro-comportamentali, come l’autismo, alla composizione del microbiota intestinale, ma sicuramente è ormai evidente che c’è una qualche correlazione tra le due. E’ uno spunto interessante da approfondire soprattutto sugli esseri umani.

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