L’Helicobacter pylori rivoluziona i nostri libri di storia

A quanti di voi affascina scoprire il nostro passato, i nostri antenati e le loro abitudini? Il ritrovamento della mummia di Otzi nel 1991 nel ghiacciao del Similaun è un tuffo nel passato .

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Il cacciatore risalente all’età del rame (tra il 3300 e 3100 a.C.), mummificato per cause naturali, è conservato in una stanza con il 99,6% di umidità e -6°C al Museo Archeologico dell’Alto Adige di Bolzano e ogni due mesi viene spruzzato con acqua distillata per ricostituire l’umidità persa. Un trauma al cranio fu la causa della morte dell’Iceman all’età di circa 50 anni e la presenza di una ferita da freccia sulla spalla indica probabilmente che fu assassinato. La particolare posizione della mummia  verso l’alto, tramite una tac, ha facilitato l’individuazione dello stomaco, oggetto di studio del paleopatogolo Albert Zink e il microbiologo Frank Maxiner dell’EURAC a Bolzano,per saperne di più sulle ultime ore di vita. L’assenza di mucosa che ha ostacolato l’analisi, è stata superata dai ricercatori sequenziando tutto il DNA del contenuto dello stomaco.

Scoperto  il penultimo e ultimo pasto a base di stambecco, cereali e carne di cervo, la sorprendente scoperta è stata l’individuazione del genoma del batterio acido tollerante Helicobacter pylori, causa di gastrite e ulcera. Oltre alla presenza del ceppo, potenzialmente virulento, sono stati ritrovati marcatori proteici tipici della risposta immunitaria, quindi l’uomo probabilmente aveva problemi allo stomaco e il suo organismo iniziava a reagire.

I ricercatori erano convinti di trovare nell’uomo del Neolitico il ceppo europeo di Helicobacter pylori, ricombinazione di due ceppi, quello africano e asiatico; con gran sorpresa però, presentava il ceppo tipico dell’Asia centrale e meridionale. Quindi, completata la biopsia, i nostri libri di storia hanno cambiato le loro pagine, la storia degli insediamenti umani in Europa è risultata molto più complicata di quella conosciuta fino ad oggi;  gli uomini del Neolitico non sono stati portatori del ceppo europeo e la popolazione africana è giunta in Europa in questi ultimi mille anni, pertanto la ricombinazione è avvenuta dopo l’età del rame.

La mummia di Otzi colpisce per il velo di mistero intorno alla sua storia ma il fascino di questa scoperta è che microrganismi “vecchi” di 5300 anni possono riscrivere la nostra storia.

Veronica Nerino

Fonte: Science

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