Nuovo antibiotico trovato nel naso umano

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Staphylococcus lugdunensis isolato su una piastra di Petri.

Questa settimana in un nuovo documento, gli scienziati hanno descritto un nuovo antibiotico che è letteralmente “emerso” dal naso umano. Il composto è prodotto da una specie di batteri che hanno dimora nel naso e che sono capaci di uccidere un altro microbo, il quale uccide migliaia di persone ogni anno.

Ogni nuovo antibiotico è il benvenuto perché il mondo è a corto di questi farmaci salva-vita. Ma i ricercatori dietro la nuova scoperta ritengono che lo studio della guerra microbica in corso all’interno del nostro corpo può portare a non solo uno, ma a tutta una serie di nuovi farmaci. “Abbiamo scoperto un nuovo concetto di ricerca di antibiotici“, ha detto Andreas Peschel, batteriologo presso l’Università di Tubinga, in Germania. “Abbiamo prove preliminari che, almeno nel naso, vi è una ricca fonte di molti altri antimicrobici, e sono sicuro che svilupperemo nuovi farmaci a partire da queste“.

Ma perché alcune persone portano S. aureus nel loro naso, mentre altre non lo fanno? Analizzando secrezioni nasali umani – conosciute anche come moccio – Peschel e Krismer hanno scoperto che il naso non è una nicchia molto ospitale per i microbi. “Se fossi un batterio non vorrei andare nel naso“, dice Peschel. “Non c’è niente lì, semplicemente un liquido salato e una piccola quantità di sostanze nutritive“.

Tali condizioni difficili potrebbero portare ad una forte concorrenza per le risorse, hanno spiegato i ricercatori. Così hanno testato l’effetto che un insieme di altre specie di Staphylococcus aveva su S. aureus. Un batterio, S. lugdunensis, si è rivelato essere molto bravo a prevenire la crescita di S. aureus. I ricercatori hanno scoperto che il batterio produce un composto antibiotico e sono riusciti a sintetizzarlo in laboratorio. La sostanza chimica, che hanno chiamato lugdunin, ha inibito la crescita di S. aureus nella capsula di Petri, e quando è stata applicata sulla pelle di topi infettati con S. aureus, ha ridotto o addirittura sradicato l’infezione. È stato efficace anche contro i ceppi resistenti agli antibiotici come MRSA.

Questo è estremamente eccitante in quanto fornisce la prova che è in corso una guerra microbica nel nostro corpo“, dice Jack Gilbert, un ecologo microbico presso l’Università di Chicago in Illinois. A livello pratico, dice, la ricerca mostra “che alcuni organismi possono essere sfruttati per creare nuovi farmaci che potrebbero essere aggiunti al nostro arsenale di armi contro i microbi resistenti ai farmaci “.

Ma l’utilizzo di tali nuove armi può avere conseguenze impreviste, avverte Peer Bork, un biologo computazionale presso il laboratorio europeo di biologia molecolare di Heidelberg, in Germania. “Sì, è un risultato eccezionale,” dice. Ma il microbioma è un delicato equilibrio che si è evoluto nel corso di milioni di anni, mette in guardia. “È più complesso di ‘buoni e cattivi’. Armeggiarci intorno potrebbe distruggere le relazioni comunitarie che si sono a lungo evolute “.

Peschel non vede grossi rischi, però. “S. aureus è in realtà l’agente patogeno più importante che colonizza i nasi umani, “dice, quindi se il lugdunin potesse sbarazzarsi di esso, sarebbe difficile immaginare un esito negativo. In teoria, invece di usare l’antibiotico, si potrebbe anche permettere che S. lugdunensis colonizzi i pazienti a rischio di S. aureus, dice, come una sorta di trattamento con probiotici per il naso. Il problema è che S. lugdunensis è a sua volta associato ad una serie di infezioni, tra cui il cuore, le articolazioni, la pelle e gli occhi, e questo rende la strategia pericolosa.

Andrew Read, un biologo evoluzionista alla Pennsylvania State University, è scettico sul fatto che lugdunin potrebbe non far scattare la resistenza, perché ogni antibiotico sviluppato finora ha incontrato problemi di resistenza. “L’uso di antibiotici che non fanno scattare la resistenza è il Santo Graal“, dice. “Sarebbe fantastico se il lugdunin risultasse essere uno di questi casi. Ma la storia ci dice di non trattenere il respiro.

Salvatore Gemmellaro

Fonte: Science

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Non ho mai fatto della Scienza solo una materia di studio ed una passione personale, ma l’ho sempre ammirata come un’opera d’arte. Riesco a vederne la bellezza. I miei contemporanei probabilmente vedono solamente basi di Rna, gli enzimi. Io vedo Picasso, le più stupende sculture della biologia, vedo i Virus. Sono laureando in Scienze Biologiche, ed intendo dar del mio, in futuro, nel mondo della ricerca scientifica.

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