Le infezioni batteriche nelle Cirrosi

cirrosi

L’infezione batterica rappresenta la più frequente causa di mortalità nella cirrosi. I pazienti con cirrosi, infatti, sono immunocompromessi ed hanno una maggiore predisposizione a sviluppare infezioni batteriche spontanee, infezioni nosocomiali, e una varietà di infezioni da patogeni non comuni (patogeni opportunisti). Peritonite batterica spontanea e batteriemia sono comuni nei pazienti con cirrosi avanzata, e sono importanti punti di riferimento prognostico della cirrosi. In particolare, l’incidenza delle infezioni da batteri resistenti è aumentata significativamente in ambienti nosocomiali. Biomarcatori sierici, quali la procalcitonina, possono contribuire a migliorare la diagnosi di infezione batterica. Le misure preventive (ad esempio, l’evasione, la profilassi antibiotica, e di vaccinazione), il riconoscimento precoce e corretta gestione sono necessari al fine di minimizzare la mortalità delle infezioni in cirrosi.

fegato cirrotico
fegato cirrotico

Negli ultimi decenni, ci sono stati diversi miglioramenti nella gestione dei pazienti cirrotici, come la terapia e la gestione dell’ipertensione e trapianto di fegato (LT). Tuttavia, la mortalità per infezione da cirrosi è ancora alta. La cirrosi è una condizione che predispone i pazienti a infezioni batteriche spontanee, possono verificarsi infezioni nosocomiali, infezioni da patogeni non comuni ed infezioni da potenziali patogeni che approfittano dello stato di immunosoppressione dell’organismo ospite. Una volta che l’infezione si sviluppa, la risposta eccessiva di citochine pro-infiammatorie su un disturbo emodinamico preesistente nella cirrosi, facilita ulteriormente lo sviluppo di complicanze gravi come lo shock settico, insufficienza renale, insufficienza epatica acuta-subcronica (ACLF), insufficienza d’organo multipla e morte. L’infezione batterica in pazienti con cirrosi è molto comune nella pratica clinica e la sepsi è la ragione principale della terapia intensiva, ricovero e morte. L’incidenza di batteri resistenti è in aumento, soprattutto in contesti nosocomiali. Pertanto, misure di prevenzione, al fine di ottenere un riconoscimento precoce ed una corretta gestione, sono necessarie per ridurre al minimo la mortalità delle infezioni in cirrosi.

Nei pazienti con cirrosi, tutti i componenti della risposta immunitaria sistemica sono significativamente alterate. Si assisterà così ad una diminuzione dell’attività fagocitaria, una riduzione dell’ albumina sierica, e un’attività opsonizzante ridotta sia nel siero che nel liquido ascitico. La risposta immunitaria vedrà la comparsa di polimorfismi genetici del recettore Toll-like (TLR) impedendo al TLR di legarsi al lipopolisaccaride (LPS) o endotossina. Inoltre, disfunzioni immunitarie cirrosi-associate possono essere complicate ulteriormente da fattori aggiuntivi, come la malnutrizione, il consumo di alcool, tabagismo ed uno scorretto stile di vita.

La mortalitá riguarda il 30-50% dei pazienti con cirrosi, ed é notevolmente superiore nei soggetti ospedalizzati. Soprattutto nei pazienti con sanguinolento intestinale, la mortalità é elevatissima.

I tipi più comuni di infezioni in pazienti con cirrosi includono: peritonite batterica (25% -31%), infezione del tratto urinario (20% -25%), polmonite (15% -21%), batteriemia (12% ), e l’infezione dei tessuti molli (11%). I principali microrganismi responsabili sono i batteri gram-negativi, ad esempio, E. coli, Klebsiella ed Enterobacter, mentre i batteri Gram-positivi, soprattutto enterococchi e Staphylococcus aureus, comprende circa il 20% e anaerobi solo il 3%.

La profilassi si basa sull’utilizzo di Chinoloni che hanno il compito di inibire la sintesi degli acidi nucleici andando ad agire sulla Topoisomerasi II (girasi) e Topoisomerasi IV.

 

Tania Celestri

 

Fonte: Pubmed

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