Spaventosa malattia causata da nematodi: elefantiasi

Wuchereria bancrofti e Brugia malayi , nematodi parassiti, sono la causa della filariasi linfatica, malattia mostruosa detta elefantiasi. L’elefantiasi, malattia che colpisce circa 120 milioni di persone nel mondo, per la maggioranza in India e Africa e il restante in Asia e Pacifico, è caratterizzata dall’ostruzione dei vasi linfatici, mancato drenaggio dei fluidi e enorme ispessimento della pelle provocando rigonfiamenti di parti del corpo. Patologia molto antica, scolpita probabilmente sulla statua del faraone egiziano Mentuhotep II (2000 a.C) con gli arti inferiori abnormi e studiata per la prima volta nel 1863 da Jean Nicholas Demarquay che descrisse le microfilarie trovate in un paziente cubano con idrocele.

l_1407857413.jpg elefantiasi

W.bancrofti e B.malayi si differenziano per forme e dimensione: la femmina adulta del primo può raggiungere i 10 cm mentre l’altra i 55 mm, inoltre le microfiliarie di Brugia hanno come ospite altri mammiferi oltre l’uomo. Il ciclo vitale accomuna i due nematodi, i vettori dello stato larvale sono insetti ematofogi come le zanzare, nelle quali le larve perdono il loro rivestimento e arrivano nei muscoli toracici passando da I al III stadio larvale(L3). Prima del pasto ematico le larve L3 migrano nella proboscide della zanzara per poter infettare l’organismo dell’ospite.

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Wuchereria bancrofti

La riproduzione dell’adulto avviene nell’ospite e le innumerevoli microfilarie si spostano nel sistema sanguigno e nei vasi periferici pronte per un nuovo ciclo. La concentrazione delle microfilarie nel sistema linfatico aumenta nelle ore in cui le zanzare tendono a pungere, infatti la periodicità ha un picco a mezzanotte. Alcuni ceppi Wuchereria bancrofti Brugia malayi hanno una sub-periodicità notturna e diurna, poiché influenzata dai ritmi circadiani dell’ospite.

Il danneggiamento dei vasi linfatici è causato sia dalle sostanze prodotte dai nematodi e sia dalla risposta immunitaria dell’organismo che forma uno strato granuloso intorno al verme, ostruendo il flusso dei fluidi e le sostanze prodotte inducono una dilatazione dell’endotelio. Nei paesi più poveri, dove l’igiene viene a mancare, batteri e funghi trovano facilità a infettare i tessuti lesi e diventano responsabili di ulteriori sintomi.

Le manifestazioni della malattia possono verificarsi dopo anni e colpiscono principalmente gli arti inferiori e i genitali creando invalidità nel soggetto; il disagio nell’uomo si estende anche psicologicamente, nella vita sociale. La diagnosi si basa sulla ricerca di microfilarie nel sangue periferico, urine e fluido dell’idrocele; il farmaco più utilizzato è l’antiparassitario Di-etil-Carbamazina che paralizza le microfilarie, facilitando l’eliminazione da parte dell’organismo.

Il ciclo di questi piccolissimi vermi è affascinate quanto spaventoso, quindi se vi trovate in vacanza in zone tropicali, attenzione alle fastidiose punture di zanzare!

Veronica Nerino

Fonte: The World Health Organization; www.who.org

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