Alcuni batteri possono bloccare la diffusione del virus Zika

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È stato visto che infettare le zanzare con Wolbachia riduce notevolmente le capacità degli insetti di trasmettere il virus.

Un batterio noto per prevenire la diffusione della dengue e di altri virus ora ha mostrato la capacità di bloccare anche la trasmissione del virus Zika. Zanzare Aedes aegypti che trasportano i batteri Wolbachia erano altamente resistenti alle infezioni da virus Zika, e non sono state in grado di trasmettere il virus attraverso la saliva, secondo quanto riportato dai ricercatori in Brasile in uno studio pubblicato in Cell Host & Microbe. I risultati evidenziano un possibile meccanismo per combattere l’attuale vettore virale primario nell’attuale scoppio del virus Zika.

È uno studio interessante e incoraggiante“, ha detto Stephen Dobson, un entomologo presso l’Università del Kentucky che studia la biologia di A. aegypti. “Per quanto ne so, questo è il primo studio che mostra l’interferenza della trasmissione tra Wolbachia e Zika” ha detto Dobson.

Il batterio Wolbachia si trova in natura in almeno il 40% di tutte le specie di insetti, mentre non è normalmente presente nelle zanzare A. aegypti, ma può essere introdotto al loro interno. Il batterio ha dimostrato di poter bloccare la trasmissione di virus dengue e chikungunya, così come il parassita della malaria Plasmodium. Wolbachia non è noto per infettare le persone.

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Batteri del genere Wolbachia

L’idea è quella di sostituire la popolazione di zanzare non infettate da Wolbachia in una determinata zona” con quelli che trasportano il batterio, ha detto il coautore dello studio Luciano Andrade Moreira della Fondazione Oswaldo Cruz del Brasile.

Per studiare l’effetto del batterio sulla trasmissione del virus Zika, Moreira e colleghi hanno esposto sia zanzare A.aegypti  femmine non infette che erano state catturate in natura sia quelle infettate con un ceppo di Wolbachia, chiamato wMel, al sangue umano contenente due ceppi di Zika isolati da un’epidemia in corso in Brasile. A uno e due settimane dopo l’esposizione delle zanzare al virus, i ricercatori hanno utilizzato la qRT-PCR per misurare la quantità di virus nelle teste/toraci e negli addomi degli insetti.

La prevalenza del virus Zika era molto più bassa nelle zanzare infettate da Wolbachia, ha scoperto la squadra di Moreira. Una settimana dopo l’infezione, la carica virale del ceppo BRPE di Zika è diminuita del 100% nelle teste/toraci degli insetti e del 35% nei loro addomi. Dopo un’altra settimana, i livelli di Zika erano ridotti del 90% e del 65% rispettivamente nelle loro teste/toraci e nei loro addomi.

L’effetto di blocco è molto grande” ha detto Moreira, suggerendo che “si possono usare queste zanzare per ridurre l’incidenza del virus Zika in natura“.”È un lavoro estremamente tempestivo ed importante“, ha detto inoltre Jack Werren dell’University of Rochester di New York. “Con l’incombente crisi potenziale del virus Zika, si tratta di uno studio molto importante da fare.

I risultati suggeriscono che Wolbachia potrebbe svolgere un ruolo importante negli sforzi di controllo del virus Zika, in combinazione con altri metodi, ha detto Moreira. Il passo successivo è quello di valutare la capacità del batterio di bloccare l’infezione da virus Zika in popolazioni di zanzare selvatiche.

 

Salvatore Gemmellaro

 

Fonte: TheScientist

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Non ho mai fatto della Scienza solo una materia di studio ed una passione personale, ma l’ho sempre ammirata come un’opera d’arte. Riesco a vederne la bellezza. I miei contemporanei probabilmente vedono solamente basi di Rna, gli enzimi. Io vedo Picasso, le più stupende sculture della biologia, vedo i Virus. Sono laureando in Scienze Biologiche, ed intendo dar del mio, in futuro, nel mondo della ricerca scientifica.

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