Rickettsie: prevenire e non sottovalutare

febbre-bottonosa

A pelo lungo o a pelo corto, di taglia piccola o grande, gli animali domestici hanno assunto un ruolo predominante per noi, uomini del XXI secolo, che ci lasciamo dilettare dalla loro compagnia. È bene però prendere in considerazione i rischi che insorgono a causa di una scarsa igiene dei nostri amici.

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Oggi si parla spesso di rickettsiosi, assai diffuse soprattutto in zone rurali che predominano in regioni quali Sicilia, Sardegna, Lazio e Calabria. L’infezione si trasmette mediante la puntura di ematofagi vettori quali le zecche che trovano nel pelo dei nostri animali domestici (cani, gatti) il loro habitat ideale. Le rickettsie sono dei batteri gram-negativi endocellulari obbligati, estremamente labili all’esterno del microrganismo parassitato e molto, molto piccoli. Sono stati individuati diversi gruppi identificati con differenti manifestazioni cliniche dell’infezione. Dal 1969 la Croazia sembra essere priva di tifo epidemico (ET) causato da Rickettsia prowazekii e l’ultimo caso di malattia di Brill-Zinsser è stato registrato nel 2008. La febbre bottonosa del Mediterraneo, causata da Rickettsia conorii, è l’infezione umana più frequente in Croazia , seguita da tifo murino, causato da Rickettsia typhi. Con il miglioramento dell’igiene, il rischio di infezione si abbassa. Tuttavia, sotto forma silente, l’infezione da Rickettsia prowazekii può persistere.

Le moderne tecniche di biologia molecolare hanno consentito la rilevazione di un numero di specie elevato in Germania. Ma l’importanza medica di queste malattie in Germania rimane da determinare.

Misure preventive:
Gli specialisti della Simit consigliano nelle aree interessate dalla malattia, quali quelle Mediterranee, di

-percorrere sentieri guidati;

-non attraversare prati con erba alta a gambe nude;

-utilizzare abiti chiari;

-al rientro da escursioni è opportuno ispezionare attentamente le aree di cute esposta per escludere la presenza di zecche.

-La rimozione della zecca va effettuata utilizzando una pinzetta con un leggero movimento di trazione-rotazione. Prima della rimozione della zecca non vanno invece usati olio e alcool o altre sostanze emollienti o disinfettanti per evitare che la stessa rigurgiti, con conseguente aumento del pericolo d’infezione.  Ma nonostante quanto dettoè sempre meglio rivolgersi a personale competente e qualificato!

Esistono altre rickettsiosi che non sono ancora state implicate nella patologia umana. Dobbiamo tuttavia considerare che i cambiamenti climatici e altri fattori potrebbero contribuire alla nascita e al riemergere di sempre nuove malattie.

Fonte: Pubmed
Tania Celestri

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