Il batterio dell’antrace si “risveglia” dai ghiacci siberiani

Spore di Bacillus anthracis al microscopio (risoluzione 1140x900) - NASA

Bacillus anthracis si è risvegliato dai ghiacci siberiani contagiando gli abitanti di alcuni villaggi nella penisola di Yamalo-Nenetsk nella Siberia settentrionale, dove 90 persone sono state ricoverate in ospedale sotto stretta osservazione. Morto un bambino di 12 anni e venti i casi di infezione confermati. Oltre 2000 renne abbattute.

Bacillus anthracis è un batterio in grado di sporificare, producendo spore ovali, che possono sopravvivere a lungo nell’ambiente, anche per decine di anni, e che si manifesta comunemente in animali erbivori selvatici e domestici, fra cui i gatti, le pecore, le antilopi, le capre, i cammelli. Quando un erbivoro ingerisce le spore, queste cominciano a moltiplicarsi all’interno dell’animale e possono ucciderlo. Nella carcassa dell’animale morto, il batterio continua a riprodursi fino a quando non ha esaurito le sostanze nutritive. Giunto a questo stadio il batterio produce nuove endospore.

colorazione con blu metilene – microscopia ottica

 

Nella regione siberiana colpita dall’epidemia di antrace, il numero di renne morte per avvelenamento da spore di Bacillus anthracis negli ultimi giorni è stato di circa 2500. L’ipotesi principale è che l’infezione sia stata contratta per via gastrointestinale, con il consumo alimentare di carne di renna contaminata, ma anche per contatto, attraverso la pelle, quando le persone toccano animali infetti e la spora batterica sfrutta piccoli tagli o lesioni cutanee per entrare. Nell’infezione gastrointestinale i primi sintomi sono nausea, perdita di appetito, vomito, febbre e diarrea, con una letalità dal 25 al 60% dei casi. La forma cutanea si manifesta invece con un rossore localizzato, che evolve da un ponfo a una papula edematosa, fino a una pustola antracitica, ulcerata nella parte centrale, ricca di bacilli e non dolente. La malattia diventa letale quando i bacilli superano la barriera cutanea e si disseminano nel sangue, causando una grave setticemia.

spore dell’antrace al microscopio elettronico

A causa del rialzo delle temperature che hanno raggiunto anche valori di 35°C, lo strato di permafrost in alcune zone si sarebbe sciolto parzialmente e Bacillus anthracis si sarebbe “risvegliato” causando un’epidemia di antrace, che nella regione non si manifestava dal 1941.

 

Maria Laura Luprano

Fonti: Epicentro – Portale dell’epidemiologia per la salute pubblica (Istituto Superiore di Sanità),  www.adnkronos.com

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