MRSA e animali da compagnia: è nato prima l’uovo o la gallina?

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Sempre più spesso si sente parlare di trasmissione di batteri potenzialmente pericolosi da animali da allevamento. Ma cosa sappiamo della trasmissione di germi da parte di animali da compagnia? Possono essere considerati un veicolo di trasmissione di infezioni più o meno gravi? Nel 2014 si stimava che fossero presenti nelle case degli Italiani 60 milioni di animali domestici, praticamente uno a persona, con una prevalenza di cani nelle famiglie con figli e di gatti nelle abitazioni dei single. Una presenza così diffusa potrebbe rappresentare un fattore di rischio non trascurabile per le fasce di popolazione a rischio infezione come immunocompromessi, bambini, anziani, pazienti affetti da fibrosi cistica. Per questo la comunità scientifica si è occupata recentemente dell’argomento, occupandosi anche di methicillin-resistant Staphylococcus aureus (MRSA) e felini. MRSA è un batterio Gram-positivo, una variante di Staphylococcus aureus (SA) resistente ai beta-lattamici e spesso a molti altri antibiotici, diffuso in lineages che variano a seconda della provenienza geografica. Alcuni genotipi di MRSA sono in grado di produrre tossine che possono provocare stati patologici di varia entità. La presenza di portatori sani di MRSA nella popolazione è nota, così come è nota la presenza di portatori sani di Staphylococcus aureus. Questi germi sono patogeni opportunisti, in grado di colonizzare alcuni distretti del corpo umano senza provocare danni fino al momento in cui per varie ragioni possono causare malattie di vario tipo. È ben documentata la trasmissione di ceppi di MRSA e SA da animali da fattoria a esseri umani, mentre rimane poco chiaro il potenziale ruolo degli animali domestici come cani e gatti. Uno studio recente si è quindi occupato di chiarire il ruolo dei gatti domestici nella colonizzazione da parte di SA e MRSA, esaminando un gruppo di gatti da appartamento e un gruppo di felini ospitati in colonie, che quindi svolgevano prevalentemente vita all’aperto. Questi ultimi mostravano una prevalenza significativamente più bassa di SA, e anche minor prevalenza di MRSA dimostrando come la coabitazione con esseri umani rappresenti un rischio concreto di colonizzazione per i felini domestici.

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Altri studi si sono quindi occupati di chiarire se il passaggio di MRSA e SA può essere possibile nelle cliniche veterinarie, mostrando anche in questo caso la condivisione di ceppi di MRSA tra personale e pazienti sia possibile.  Rimane quindi da chiedersi in quale direzione avvenga la trasmissione: sono gli esseri umani che contagiano i loro animali da compagnia o viceversa? La questione rimane tuttora da chiarire definitivamente, nonostante uno studio su animali selvatici abbia mostrato un genotipo di MRSA isolato finora solo dall’uomo. Questo dato suggerisce la possibilità di trasmissione di ceppi resistenti a causa della possibilità di contatto tra animali domestici, animali selvatici ed esseri umani.

La trasmissione è quindi possibile, le condizioni che la agevolano sono legate a una maggiore promiscuità tra le specie che può essere data ad esempio dalla presenza in casa di animali domestici, o dal contatto tra animali da compagnia e animali da fattoria. Questo però non implica che gli animali da compagnia rappresentino un rischio concreto per la salute, al contrario in questo caso è più probabile che sia l’uomo a trasmettere SA o MRSA ai suoi amici animali. In generale quindi il rispetto delle buone norme di igiene come il lavaggio delle mani è uno strumento valido per prevenire la trasmissione e la diffusione di questi patogeni opportunisti.

 

Fonti:

  • Rapporto EURISPES 2014
  • Bierowiec K, Płoneczka-Janeczko K, Rypuła K. Is the Colonisation of Staphylococcus aureus in Pets Associated with Their Close Contact with Owners? PLoS One. 2016 May 26;11(5):e0156052. doi: 10.1371/journal.pone.0156052.
  • Drougka E, Foka A, Koutinas CK, Jelastopulu E, Giormezis N, Farmaki O, Sarrou S, Anastassiou ED, Petinaki E, Spiliopoulou I. Interspecies spread of Staphylococcus aureus clones among companion animals and human close contacts in a veterinary teaching hospital. A cross-sectional study in Greece. Prev Vet Med. 2016 Apr 1;126:190-8. doi: 10.1016/j.prevetmed.2016.02.004.
  • Nowakiewicz A, Ziółkowska G, Zięba P, Gnat S, Wojtanowicz-Markiewicz K, Trościańczyk A. Coagulase positive Staphylococcus isolated from wildlife: Identification, molecular characterization and evaluation of resistance profiles with focus on a methicillin-resistant strain. Comp Immunol Microbiol Infect Dis.  2016 Feb;44:21-8. doi: 10.1016/j.cimid.2015.11.003.

Priscilla Cocchi

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