L’antibiotico del futuro è nel nostro naso

Micrografia a scansione elettronica: batteri Staphylococcus aureus su cellule epiteliali del naso.|SCIENCE PHOTO LIBRARY

Un composto prodotto da un batterio che vive nel nostro corpo blocca lo stafilococco aureo.

Alla ricerca di nuove armi efficaci contro le infezioni batteriche, gli scienziati si sono imbattuti in un antibiotico che avevano, letteralmente, sotto il naso. Un gruppo di ricercatori guidati da Andreas Peschel dell’università di Tubingen (Germania) ha annunciato di avere scoperto un nuovo potente antibiotico prodotto da un batterio che vive dentro le nostre narici. Secondo i primi risultati dello studio, pubblicato su Nature e presentato a ESOF2016, il meeting europeo sulla ricerca scientifica, sarebbe in grado di uccidere molti ceppi di batteri, inclusi i microbi considerati più pericolosi perché ormai resistenti ai principali antibiotici a disposizione.

MICROBI BUONI E CATTIVI. I ricercatori sono partiti da un indizio noto: lo Staphylococcus aureus, responsabile di molte infezioni pericolose, soggiorna stabilmente nel naso del 30% circa della popolazione, tanto che spesso chi risulta positivo viene sottoposto a terapia antibiotica (una pratica controversa). Ma com’è che il 70 per cento della popolazione resiste alla colonizzazione da parte dello stafilococco? C’era l’idea che a bloccare la crescita del batterio nocivo fossero altre specie “buone” di stafilococco, ma non si sapeva esattamente quali e con quale meccanismo.

POTENTE CONTRO I BATTERI. Per scoprirlo, gli scienziati hanno testato la capacità di 90 specie di stafilococco (prelevate dal naso) di bloccare la crescita dei batteri incriminati. E ne hanno così scoperto uno in particolare, lo Staphylococcus lugdunensis, in grado di riuscirci bene. A conferma che proprio questo microbo sembra riuscire a tenere a bada il temibile batterio, gli scienziati hanno constatato che, quando è presente, il compagno cattivo c’è nel naso di solo il 6 per cento delle persone, mentre in sua assenza si trova nel 35 per cento. I ricercatori hanno anche identificato il composto in base al quale il microbo svolge la sua azione antibiotica, una sostanza che hanno battezzato lugdunina, che hanno poi sperimentato sui topi scoprendo che è in grado di curare pericolose infezioni della pelle da stafilococco aureo.

UNA RISERVA INESPLORATA. È la prima volta che un antibiotico viene isolato dal nostro corpo: la maggior parte dei farmaci esistenti sono stati ricavati da batteri che vivono nel suolo, ma negli ultimi anni la ricerca di nuovi composti antimicrobici è rimasta al palo, un fatto preoccupante dato l’emergere di super-batteri contro cui le vecchie medicine non funzionano più. In compenso è cresciuta molto negli ultimi anni la ricerca sul microbiota, l’enorme popolazione di microrganismi che vive nel nostro corpo, nel tubo digerente, e che – come si va sempre più scoprendo – svolge funzioni molto importanti per la nostra salute. Da questo serbatoio di batteri si spera di estrarre quelli che ci aiuteranno a combattere le infezioni.

fonte: Focus                                                         Alessandro Scollato

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