Attraverso la chirurgia: storia dell’antisepsi

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Regolerò il tenore di vita per il bene dei malati secondo le mie forze e il mio giudizio; mi asterrò dal recar danno e offesa
(Giuramento di Ippocrate)

Le origini antichissime della chirurgia, ci fanno supporre che l’uomo, da sempre, si è ingegnato per migliorare le proprie condizioni di salute a costo di dolorose e pericolose operazioni chirurgiche. La chirurgia (dal greco, cheiros: mano e ergon: lavoro) è un ramo della medicina il cui compito è quello di manipolare fisicamente la struttura del corpo a fine diagnostico, preventivo o curativo. I progressi effettuati dalla chirurgia fino ad oggi sono notevoli ma sappiamo che in passato, i medici, dovettero affrontare una dolorosa piaga dell’allora chirurgia: l’antisepsi.
Le perfette cognizioni anatomiche, il perfezionamento della tecnica (tramandati dagli scritti di Ippocrate) e dello strumentario chirurgico, l’introduzione dell’anestesia (che eliminava uno dei più gravi intralci al diffondersi della chirurgia) avrebbero dovuto essere fattori di immediato progresso per la chirurgia; questo tardava invece a realizzarsi poiché il pericolo dell’infezione era costantemente in agguato per guastare i più bei successi delle operazioni anche perfettamente condotte. Difatti, l’infezione della ferita e conseguente infezione generale, erano così frequenti da indurre il paziente a morte. Siamo in un periodo in cui, anche nei centri più colti e civili, persino la mortalità delle puerpere saliva al 15%! Antiche testimonianze scritte, descrivono i procedimenti chirurgici eseguiti nella comune corsia, nel letto stesso dell’ammalato, con fili e ferri preparati dal barbiere dell’ospedale, senza adeguate divise chirurgiche. È chiaro che erano assai frequenti le infezioni peritonitiche, suppurative seguite da morte imminente per sepsi iper acute. Le condizioni disagiate circondavano la chirurgia di orrore che culminava in morti frequenti. I migliori esiti della chirurgia si ebbero grazie all’abitudine di alcuni medici di operare a domicilio e quindi, in un contesto nettamente più pulito rispetto a quello degli antichi ospedali. Iniziarono pertanto a diffondersi veri e propri precursori della rivoluzione antisettica come Agostino Bassi il quale nel 1837 parlò di disinfettanti per prevenire la malattia al fine di eliminare quegli esseri viventi (microrganismi) che causavano contagi;
Anche Holmes nel 1847 affermò con assoluta certezza l’enorme pericolo di infezione per le puerpere che venivano esaminate soprattutto da parte di medici che avevano precedentemente effettuato autopsie. Lister fu il padre dell’antisepsi, a lui dobbiamo l’utilizzo del fenolo come disinfettante. Lister si accorse che la gangrena era assai diffusa in ambiente nosocomiale ed era invece rara all’esterno. Intuì che questo doveva essere dovuto al riutilizzo di fasciature sporche per più pazienti, ai ferri chirurgici sommariamente scrostati dal sudiciume prima dell’utilizzo, alle mani o agli abiti sporchi del chirurgo… Lister fece maturare le scoperte fatte anni prima da studiosi quali Pasteur, Koch, Pacini inducendo la semplice asepsi a divenire la protagonista di ambienti un tempo inadatti e gravemente inquinati in cui si praticava la chirurgia.
Si stabilisce da ora, ciò che sarà alla base di tutti gli interventi chirurgici futuri: l’infezione della ferita é causata da esseri viventi infinitamente piccoli ed invisibili ad occhio nudo; questi germi vivono accanto a noi nella polvere, nel sudiciume, sulla superficie del nostro corpo, nelle cavità del corpo che comunicano con l’esterno; i germi vengono portati nelle ferite da tutto quello che con queste viene in contatto e che non sia preventivamente depurato da essi. Ecco che nasce la tecnica antisettica che, tramite strumenti chimici e veleni (acido fenico), uccide i germi nella ferita stessa, nell’aria atmosferica, sui ferri chirurgici, su fili, garze, mani dell’operatore. Inoltre, per minimizzare l’ancoraggio dei germi al pulviscolo atmosferico, quest’ultimo viene ridotto con una minuziosa pulizia degli ambienti, degli angoli in cui trovano spazio nidi di polvere e germi quali spigoli o irregolarità delle pareti e dei pavimenti.

Fu così che tutti i pericoli e le difficoltà che avevano arrestato l’abilità di chirurghi pure grandissimi, furono di colpo annientati! Eliminando il pericolo dell’infezione, operazioni che sembravano pericolose ed audaci, divennero correnti ed abituali. Da tale progresso nasce la chirurgia addominale e più tardi la toracica e la craniocerebrale. Anche se oggi si sono compiuti enormi passi in avanti in ambito chirurgico, sappiamo per certo che continui progressi e studi vengono tutt’oggi effettuati al fine di evitare quelle sempre più rare conseguenze post operatorie che affliggo ancora la moderna chirurgia.

Fonte: “Patologia chirurgica” O. Uffreduzzi
Tania Celestri

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