Biocarburante in arrivo: tutto merito di Clostridium ljungdahlii!

Série thématique : La stratégie de Lisbonne

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E’ Gram positivo, anaerobico, bastoncellare, mobile, sporigeno. Si chiama Clostridium ljungdahlii, questo è il nome del particolare batterio che è stato scoperto di essere un potenziale produttore di Biocarburante.

Clostridium-ljungdahlii
Immagine Clostridium ljungdahlii ottenuta con la Microscopia Elettronica

Il biocarburante è un combustibile ottenuto indirettamente dalle biomasse, e per tale motivo è rinnovabile. E’ appunto una ricerca condotta da scienziati ed ingegneri della Cornell University che promette di risolvere il problema della conversione degli scarichi industriali, trasformando il monossido di carbonio, una molecole che in elevate quantità è dannosa per il nostro ecosistema e gli equilibri climatici, in appunto biocarburante. Lo studio dal titolo “Ethanol production in syngas-fermenting clostridium ljungdahlii is controlled by thermodynamics rather than by enzyme expression”, presentato nella famosa rivista Energy and Environmental Science, spiega in dettaglio questo progetto, che tra l’altro è finanziato dalla National Science Foundation, dalla German Research Foundation, dal filantropo Yossie Hollander e dalla Foundation des Fondateurs. Ludmilla Aristilde, una delle autrici dello studio, spiega: “Invece di avviare i rifiuti allo smaltimento possiamo trasformarli in qualcosa di utile. Per permettere ai microbi di compiere la trasformazione, abbiamo dovuto studiare il loro funzionamento e il loro metabolismo.” – “Proprio come noi umani metabolizziamo il cibo trasformandolo in energia anche i microbi assorbono i nutrienti, attivando una risposta metabolica da cui in questo caso si ottiene l’etanolo”.

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Le varie industrie stanno accelerando verso quella che sarà l’era d’oro della “benzina green”, utilizzando particolari microorganismi e facendoli crescere in speciali tank, detti bioreattori, in cui convertono alcune sostanze e materiali grezzi, in molecole altamente utili e funzionali da poter immettere nel mercato, come l’etanolo, con ripercussioni nulle o talmente trascurabili da essere considerate assolutamente eco-sostenibili. Viviamo in un mondo sempre più sporco ed inquinato, con crisi passate ed alcune molto recenti del petrolio e dei suoi derivati – la benzina – che spesso ci hanno dimostrato come siamo talmente subordinati a questi idrocarburi da esserne diventati schiavi. Una nuova alternativa deve essere ricercata con sforzi e determinazione, e l’utilizzo di particolari batteri – come C. ljungdahlii – ci potrà aprire nuovi orizzonti più “green”.

Fonte: GreenStyle, Wikipedia

Francesco Centorrino

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