Il futuro del cacao, cosa minaccia il Theobroma cacao?

Chi non è mai stato tentato da una stecca di cioccolato? Il profumo inebriante del cacao fa venire l’acquolina in bocca, la sensazione di sciogliere il quadratino lentamente per assaporare il cioccolato fino all’ultimo.

Cacao

Per chi non lo sapesse questa prelibatezza, di qualsiasi percentuale di cacao si tratti, deriva dai semi di una pianta molto comune nella zona tropicale, la Theobroma cacao. Sebbene cresca in condizioni anche sfavorevoli questa pianta appartiene ad una specie molto delicata, soggetta ad attacchi di patogeni su fiori, fave e fusto. Si parla di funghi e virus. I  principali patogeni responsabili della Black Pod Disease sono funghi del genere Phytophtora, altre patologie sono dovute a specie fungine quali Ceratocystis fimbriata, Moniliophtora roreri e Crinipellis perniciosa.

Cacao swollen shoot virus
Cacao swollen shoot virus

Per quanto riguarda le patologie virali il principale virus della piante del cacao prende il nome di CSSV (Cocoa Swollen Shoo Virus)  trasmesso da una specie di cocciniglia sia direttamente sulla pianta che in fase di trasporto da Paese a Paese. Questo virus causa defogliazione, deperimento della pianta e perdita dei frutti. In particolare determina l’arrossamento delle bande primarie nelle foglie giovani, l’ingiallimento delle bande lungo le nervature principali delle foglie, clorosi o punteggiature e chiazze delle foglie mature, inoltre, causa il rigonfiamento della radice e baccelli dalla forma anomala, di solito più piccoli e sferici. Il futuro del cacao risulta incerto perchè quando la pianta viene contagiata non può più essere curata. Alcuni metodi drastici risultano efficaci ma si tratta dell’eradicazione delle piante infette o dello sviluppo di piante meno suscettibili al virus. Sono stati adoperati nel corso del tempo sempre più prodotti che sono risultati inutili e tossici, non solo per la pianta ma anche per i coltivatori perciò è in continuo sviluppo la ricerca di un prodotto che possa debellare il problema direttamente attaccando i vettori patogeni.

Per il momento si continua a mangiare il cacao con la speranza di poterlo fare ancora per molto tempo ma attenzione, è stato limitato il turismo nelle zone in cui cresce la pianta per preservarla da qualsiasi pericolo ed attacco.

di Alice Marcantonio

fonte: “Worldagroforestry.org”

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