Il colore della lingua come indice di malattie

“Una malattia deve venire con una manifestazione del rivestimento della lingua. Il rivestimento è la manifestazione esterna, saldamente corrispondente alla malattia interna, è il primo indizio per i medici per fare una diagnosi: questo non può essere trascurato.”

Questo principio appartiene alla medicina tradizionale cinese (MTC), assai diversa dalla medicina moderna, poiché i metodi diagnostici hanno basi culturale antiche e varie. Sotto la guida della filosofia antica, il sistema teorico di MTC si è creato gradualmente integrando scienza naturale e la pratica medica. Infatti il significato della diagnosi della lingua può essere trovato nei registri “Zhen Ji lingua”, per migliaia di anni, i praticanti hanno diagnosticato lo stato di salute di un paziente controllando la lingua. Essa è considerata un’estensione esterna della milza-pancreas e dello stomaco. Inoltre il rivestimento è classificato in tre categorie in base a diversi tipi di colore, cioè, rivestimento bianco lingua (WTC), rivestimento lingua gialla (YTC), e rivestimento lingua nero e grigio.

 

Osservandone i cambiamenti è possibile dedurre disturbi sistemici che coinvolgono gli organi interni. Dunque l’osservazione del rivestimento della lingua può essere considerato un importante indicatore della comparsa, lo sviluppo, e la prognosi della malattia. La base biologica della diagnosi della lingua e il rapporto tra i tipi di microrganismi di rivestimento della lingua rimane ancora da scoprire per molte malattie.

In studi recenti però, è stato verificato che il microbioma del corpo umano è associata con la fisiologia umana, nello specifico i  ricercatori hanno dimostrato che il microbioma orale è correlato con molte malattie, come quelle del pancreas, pediatriche, infiammatorie intestinali, artrite reumatoide e cancro gastrointestinale.

In questo studio sono stati implicati tredici pazienti con gastrite erosiva cronica (CEG) con un rivestimento della lingua tipicamente giallo (YTC) e dieci volontari sani con un sottile rivestimento bianco (WTC). In seguito ai pazienti sono stati somministrati diversi cicli di un trattamento mirato di una medicina di erbe Ban Xia Xie Xin decotto, tradizionalmente prescritti per i pazienti con CEG/YTC, per valutare la relazione tra il rivestimento della lingua, cioè il microbiota, e la diagnosi di CEG con la tipica YTC. La struttura e l’analisi del rivestimento lingua è stato determinato utilizzando Illumina Miseq, tecnica di sequenziamento di nuova generazione, che ha permesso di analizzare l’RNA ribosomiale dei microorganismi presenti.

Risultato: il Bacillus era significativamente osservato solo nei pazienti con CEG YTC, ma non nei pazienti che hanno ricevuto il decotto. In seguito sono stati prelevati dei campioni per la coltura batterica per illustrare la relazione tra Bacillus e YTC. Il tasso di Bacillus ha mostrato positività dei campioni YTC del 72,7%; non è stato invece osservata in campioni del WTC. In conclusione, si può affermare che c’è una forte correlazione tra il Bacillus ed il YTC. Nello specifico è stato scoperto che l’abbondanza di Campylobacter era più alta nel gruppo CEG YTC rispetto a quelli di controllo, cioè sani. Alti livelli di Campylobacter sono stati osservati anche in pazienti affetti da cancro del pancreas, perciò si ritiene che questo batterio possa essere un marcatore per questa patologia. Inoltre, contemporaneamente è stato rilevato una diminuzione dei livelli di Rothia, Granulicatella, Streptococcus, Fusobacterium, Gemella, Haemophilus, Neisseria, e Porphyromonas nei pazienti con CEG YTC, generi presenti invece normalmente nel microbiota sano.

microscopia elettronica che riprende Campylobacter fetus

I risultati di questo studio forniscono prove evidenti per la base biologica della diagnosi della lingua in MCT e contribuiscono all’interpretazione oggettiva e scientifica di questa. Grazie alle ultime tecniche e alle sorprendenti conoscenze acquisite nel tempo, una semplice diagnosi soggettiva è stata resa oggettiva.

 

Raluca Stoica

Fonte: www.nature.com

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