Come i batteri controllano le nostre emozioni

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Il Sistema Nervoso Centrale è una macchina perfetta in grado di controllare tutte le nostre emozioni. Esso è capace di ricevere ed analizzare le informazioni in arrivo dall’ambiente interno ed esterno dell’organismo elaborandone le risposte più appropriate. Per intenderci meglio, se siete appassionati di automobili, potremmo paragonare il cervello alla centralina elettronica di un’auto! Come quest’ultima, anche il nostro cervello é costituito da “fili”, i neuroni, che trasmettono gli impulsi e le informazioni al nostro Sistema Nervoso Centrale. Ma è interessante notare come negli ultimi anni è andato sempre più aumentando l’interesse da parte degli scienziati per i rapporti che intercorrono tra microbioma e Sistema Nervoso. Si è visto, infatti, che queste interazioni comincino già nel corso delle prime fasi di vita del bambino e proseguano per tutta la durata della vita dell’individuo, ed è stato pertanto individuato un asse microbiota intestinocervello.

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Ma cosa c’entrano i batteri con le nostre emozioni?

Oggi, l’importanza assoluta del cervello di gestire le emozioni, è stata messa in discussione tanto da proclamare il nostro intestino “secondo cervello” o “Sistema Nervoso Enterico”. Entrambi, pur essendo fisiologicamente separati, lavorano in concomitanza. Sebbene questi studi siano stati condotti solo su cavie da laboratorio, i risultati ottenuti hanno mostrato come i batteri siano in grado di alterare il rilascio di dopamina, serotonina e di altri neurotrasmettitori. Ricerche sul microbioma hanno dimostrato che la sua influenza si estende ben oltre l’intestino, fino ad arrivare al cervello. Il microbioma intestinale é correlato ad una serie di comportamenti complessi, come umori, emozioni, appetito, ansia, disgusto, paura. Esso sembra contribuire al mantenimento della funzionalità cerebrale, ma non solo: potrebbe anche incidere sul rischio di disturbi psichiatrici e neurologici, fra cui ansia, depressione e autismo. Per esempio, particolari microrganismi quali Campylobacter jejuni, inducono ansia quando sono somministrati a particolari modelli animali.

Un interessante esperimento è stato condotto al “Departments of Medicine and Pathology and Molecular Medicine”. Si è somministrato ad un gruppo di topi di laboratorio un brodo contenente Lactobacillus rhamnosus, un batterio intestinale. Il secondo gruppo di topi, invece, è stato usato come gruppo di controllo ed è stato nutrito con un brodo privo del batterio. I risultati della ricerca hanno reso evidente come il secondo gruppo di topi, cioè quelli che non avevano assunto Lactobacillus rhamnosus, manifestassero azioni correlate con stress, ansia e depressione, rispetto al gruppo di controllo che aveva assunto il brodo con i microrganismi. Infatti, nei topi del primo gruppo, era stato riscontrato un livello notevolmente più basso di corticosterone, l’ormone dello stress. I ricercatori hanno poi indagato la via che media questi effetti e tale via è stata individuata nel nervo vago il quale comunica al Sistema Nervoso Centrale le variazioni che avvengono all’interno del nostro intestino. Per avvalorare tale idea, i roditori sono stati vagotomizzati (rimozione chirurgica del nervo vago) ed hanno smesso di presentare manifestazioni comportamentali e neurochimiche indotte da Lactobacillus rhamnosus poiché era stata interrotta la principale via di modulazione e comunicazione che avevano i batteri intestinali con il Sistema Nervoso Centrale.

La scoperta dell’esistenza di una comunicazione tra batteri e cellule del Sistema Nervoso rende possibile tentare di modificare le funzioni neurologiche o psicologiche intervenendo sugli equilibri e la varietà della flora microbica intestinale. Pertanto, alcuni microrganismi potrebbero essere impiegati come utili integratori terapeutici e probiotici nel trattamento dei disturbi psichici originati da stress, quali ansia e depressione.

Fonte: brainmindlife.org
Tania Celestri

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