Tumore al seno: l’invisibile presenza di “buoni” e “cattivi”

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Il cancro al seno è una malattia potenzialmente grave se non è individuata e curata per tempo. È dovuto alla moltiplicazione incontrollata di alcune cellule della ghiandola mammaria che si trasformano in cellule maligne. I dati purtroppo non sono incoraggianti. Il tumore al seno colpisce 1 donna su 8 nell’arco della vita. È il tumore più frequente nel sesso femminile e rappresenta il 29% di tutti i tumori che colpiscono le donne. È la prima causa di mortalità per tumore nelle donne, con un tasso di mortalità del 17% di tutti i decessi per causa oncologica del sesso femminile.

Tuttavia, secondo un recente studio, i batteri che si trovano all’interno del tessuto mammario potrebbero avere un ruolo nella prevenzione e nella progressione del cancro al seno. I ricercatori della Western University e dell’Health Institute Lawson Research di London, in Ontario, hanno analizzato il microbioma dei frammenti di tessuto mammario e di quello adiacente al seno in 58 donne sottoposte a intervento chirurgico. Di queste 45 erano affette da tumore maligno al seno e 13 da formazioni tumorali benigne. Sono stati analizzati anche i tessuti di 23 donne che avevano semplicemente subito un intervento di chirurgia plastica al seno. Grazie al sequenziamento del 16S rRNA è stato possibile identificare le specie batteriche presenti, mentre le tecniche di coltura in vitro hanno permesso di valutare la vitalità dei ceppi microbici presenti nei tessuti.

Escherichia coli è un batterio intestinale noto per indurre danni al DNA sotto forma di rotture della doppia elica in cellule umane in coltura

Nelle donne con un tessuto mammario sano, sono risultati più abbondanti i batteri lattici come Lactobacillus e Streptococcus,  considerati batteri “buoni”, alleati della salute dalle proprietà anticancerogene. Le donne con un cancro al seno, al contrario, ospitavano una percentuale più alta di batteri del genere Bacillus e Staphylococcus, e di Enterobacteriaceae. Tra questi, Escherichia coli (per le Enterobacteriaceae) e Staphylococcus epidermis sono noti per indurre danni al DNA sotto forma di rotture della doppia elica in cellule umane in coltura.

Tali risultati, secondo gli autori, dimostrano non solo che il microbioma del tessuto mammario possa essere un fattore coinvolto nello sviluppo del cancro al seno, ma aprono dunque nuove strade a trattamenti di prevenzione a base di batteri probiotici a difesa da questa patologia oncologica.

Maria Laura Luprano

Fonti: C. Urbaniak, et al. The microbiota of breast tissue and its association with tumours. Appl Environ Microbiol. 2016; http://www.airc.it/

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