Dall’intestino con furore: Ascaris lumbricoides

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Ascaris lumbricoides è uno dei parassiti più comuni per l’uomo, con una diffusione mondiale stimata attorno al 25% della popolazione (0,8-1,22 miliardi di persone). Presente soprattutto in zone tropicali con condizioni igienico sanitarie deficitarie, si riscontrano casi anche nei paesi occidentali.

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Fig.1: Differenze dimensionali tra una femmina ed un maschio di A. lumbricoides

Ascaris lumbricoides è un nematode parassita facente parte della famiglia Ascarididae. È un verme bianco la cui femmina può raggiungere anche i 30 cm di lunghezza e 5 mm di larghezza (per contro il maschio è più piccolo, e misura “solo” 20 cm per 4 mm, fig.1), agente eziologico dell’ascaridiasi.

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Fig.2: le uova di A. lumbricoides possono avere diverse forme

Il ciclo vitale di A. lumbricoides, comincia con l’ingestione di uova (fig.2) da parte dell’ospite, tramite alimenti contaminati (soprattutto frutta e verdura) o l’introduzione di mani sporche di terra in bocca (tipico nei bambini). Le uova superano la barriera gastrica e arrivano nell’intestino tenue, dove si schiudono dando vita alle larve. Queste perforano la parete intestinale e migrano attraverso il circolo sanguigno fino a raggiungere fegato, cuore e polmoni. Da qui le larve, che nel frattempo continuano a svilupparsi accrescendosi, risalgono i bronchi e la trachea arrivando nel retrobocca, e da lì possono essere espulse attraverso gli starnuti (o colpi di tosse), o essere nuovamente deglutite. Ritornate nell’intestino, le larve in un paio di mesi maturano, diventando così esemplari adulti, e si accoppiano. La femmina depone fino a 200 mila uova al giorno, che verranno espulse con le feci. Le uova di A. lumbricoides sono molto resistenti, possono infatti sopravvivere all’essiccamento, all’elevata temperatura e alla luce diretta del sole e restano vitali per mesi o anni.

L’ascaridiasi può essere asintomatica nei casi in cui il numero di vermi sia basso, oppure presentarsi con degli iniziali sintomi alle vie respiratorie quali tosse secca, dolore toracico e talvolta espulsione di sangue dalla bocca. A questi seguono sintomi gastrointestinali che vanno dalle appendiciti, al vomito e alla diarrea. Viste le ragguardevoli dimensioni che può raggiungere questo parassita, è possibile che alcuni esemplari risalgano e ostruiscano le vie biliari portando a dolori, ittero da stasi, calcolosi, epatiti e colecisti. Se il numero di vermi è molto elevato può anche presentarsi ostruzione intestinale, che può portare alla necrosi del tessuto con conseguente lacerazione dello stesso (Per chi volesse avere un’idea della quantità di vermi che possono essere presenti troverà un video qui. ATTENZIONE! Immagini forti).

La diagnosi viene fatta principalmente tramite l’analisi delle feci, che in soggetti infetti contengono le uova di A. lumbricoides , oppure tramite esami radiologici o endoscopici. Talvolta tuttavia la diagnosi è ancora più semplice, in quanto vi può essere emissione di vermi con il vomito o con le feci.

Tra i farmaci utili ad eliminare il parassita ci sono il mebendazolo, l’albendazolo, il pirantel e la piperazina citrato. In caso di ostruzione intestinale può essere richiesto un intervento chirurgico al fine di eliminare i vermi.

Anche questa volta vale il vecchio detto “prevenire è meglio che curare”, infatti una semplice igiene personale, unita ad un buon lavaggio di frutta e verdura (o meglio ancora la cottura) aiutano ad abbattere il rischio di ascaridiasi.

L’ascaridiasi è diffusa soprattutto nei bambini di età compresa tra i 2 e i 10 anni e, secondo uno studio vietnamita, nelle donne che vivono in zone rurali in case senza latrina. Il Centro per la Prevenzione e il Controllo delle Malattie ha stimato che nel 2005 in tutto il mondo ci sono stati 86 milioni di casi in Cina, 204 milioni nel resto dell’Asia e nel Pacifico, 173 milioni nell’Africa sub-Sahariana, 140 milioni in India, 87 milioni nell’America Latina e Caraibi, e 23 milioni nell’Africa Centro Orientale.

Concludo lasciandovi una curiosità: secondo uno studio effettuato da ricercatori dell’Università di Santa Barbara e pubblicato su Science, l’infezione da A. lumbricoides sarebbe in grado di aumentare la fertilità femminile, in quanto faciliterebbe l’attacco dell’embrione alle pareti uterine. Specificarlo potrebbe sembrare superfluo, ma ovviamente sconsigliano vivamente di farsi parassitare per rimanere incita.

Andrea Borsa

FONTI: My-personaltrainer, msd-italia, emedicine

Rimozione di A. lumbricoides dallo stomaco di un paziente tramite endoscopia: VIDEO

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