La lebbra attraverso la storia

“Per tutto il tempo che è lebbroso e immondo, starà solo, è fuori dagli alloggiamenti”
(Levitico 13, 46)

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La lebbra è una malattia infettiva causata dal Mycobacterium leprae scoperto da Hansen nel 1837. Da sempre la lebbra è stata oggetto di fraintendimenti, superstizioni e credenze che hanno avuto conseguenze spettacolari ed allo stesso tempo disastrose, sul modo di curarla e comprenderla. Tutto ciò è legato ad uno spiccato polimorfismo di sintomi clinici. Come altre malattie epidemiche, la lebbra ha avuto un impatto decisivo sulla realtà sociale e demografica influenzando i comportamenti sociali e sanitari. La malattia si è imposta nella cultura giudaico-cristiana tanto da essere assai citata nella Bibbia come un morbo immondo da temere e da scacciare con riti e sacrifici. Già dalle espressioni bibliche è facile intuire come caratteristica chiave di questa malattia infettiva sia la totale esclusione dalla società e l’associazione della patologia ad un castigo divino per i peccati commessi. Tuttavia, con le soli fonti bibliche è difficile accertare la reale presenza della lebbra, difatti, è possibile si tratti di altre patologie che, come la lebbra, avevano la caratteristica di produrre ulcere, escoriazioni, piaghe e degenerazioni dermatologiche tali da conferire al malato un aspetto macabro e sgradevole alla vista.
Con ogni probabilità, ad introdurre la lebbra in Occidente, nel IV secolo a.C., furono le milizie di Alessandro il Grande di ritorno dall’India. Da qui il morbo ebbe modo di diffondersi in Europa per via dell’espansione romana ed in Britannia, Gallia, Pannonia e Scandinavia, come è dimostrato dai ritrovamenti archeologici di alcuni scheletri di malati di lebbra. Con l’editto emanato dal re longobardo Rotari (643), abbiamo testimonianza della presenza della lebbra anche in Italia. L’editto descrive i comportamenti da adottare e le azioni da eseguire in caso di lebbra ricalcando notevolmente il più antico e già citato modello biblico. Era pertanto necessario sottoporre al giudizio del magistrato o del popolo il sospetto malato e, nel caso di sospetto positivo, si doveva prontamente escludere dalla società (civitas) e dalla dimora il lebbroso che perdeva il diritto suoi propri beni che venivano subito bruciati per evitare ulteriori contagi. Fu così che ebbe inizio la “caccia al lebbroso“, considerato alla stregua di eretici, stregoni e criminali, che ebbe il suo culmine massimo fra l’XI ed il XIV secolo. La persecuzione, portata avanti da esponenti del clero o da magistrati, che di fatto sconoscevano del tutto le pratiche mediche, sottolinea come l’obbiettivo ultimo di questi processi, era proprio quello di sbarazzarsi dei malati e per tale ragione, venne creata una società parallela fatta solo per i lebbrosi. Furono istituite chiese a parte, cimiteri separati e fu obbligato ai malati di indossare abiti speciali che permettessero agli altri di riconoscerli prontamente. Gli abiti avevano una croce gialla cucita dinnanzi e gli uomini che li indossavano, erano obbligati a portare una campana al collo ed a tenere in mano un caratteristico bastone per indicare ciò che volevano acquistare evitando ogni contatto, seppur minimo, con il mondo dei sani. Assistiamo alla nascita dei lazzaretti che, di solito, ospitavano un numero variabile di malati (6-12) in cui donne e uomini erano rigorosamente separati ed in quel periodo, il numero di lazzaretti in Europa ammonta a 19.000, di cui soltanto 2000 in Francia. Il clima che nel Medioevo si venne a creare fu drammatico e si distinse da società a società: in alcuni luoghi si assisteva alla cura caritatevole del lebbroso, in altri, il lebbroso era addirittura condannato al rogo. Un evento degno di nota accadde in Francia nel 1321, anno in cui si iniziò a credere fra le genti che un gruppo di lebbrosi avesse ordito un complotto che consisteva nell’avvelenare pozzi, fontane, fiumi ed altre sorgenti d’acqua affinché la lebbra fosse trasmessa a tutto il popolo ed il potere potesse giungere nelle mani dei capi dei lazzaretti. Fu così che Filippo V image emanò l’editto di Poitiers accusando, torturando ed uccidendo migliaia di malati per “lesa maestà”. Il panico generale spinse anche il popolo, sopraffatto dal terrore, a procedere autonomamente alla caccia ed allo sterminio di intere famiglie. Fu solo nella seconda metà del XIV secolo che la lebbra subì un lungo declino fino a scomparire quasi del tutto.

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Oggi la lebbra è stata debellata dai paesi occidentali ma nei paesi africani, del Sud e del Sud-Est asiatico e dell’America Meridionale, è ancora una macchia che attanaglia la società a causa delle condizioni igienico-sanitarie in cui versano questi Paesi.

Fonte: Dizionario Enciclopedico della Salute e della Medicina, Andrea Carlino
Tania Celestri

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