Come nasce la tubercolosi

imageLa tubercolosi, seppur così attuale, pone le sue radici nella più remota antichità, quando, nel 1882, per la prima volta, R. Koch idenfificò il Mycobacterium tuberculosis nel bestiame. Tuttavia, traccia del batterio, si ebbe giá molto tempo prima: analizzando i resti di un bisonte di 18.000 anni fa, è stato possibile dimostrarne l’esistenza. Motivo dell’enorme capacità del batterio di sopravvivere al tempo ed alla storia, è senza dubbio la sua notevole resistenza. Difatti, il Mycobacterium tuberculosis, batterio asporigeno, gram-positivo, si è guadagnato l’appellativo di “batterio alcol-acido resistente“, motivo per cui rimane vivo ed infettante nell’aria per parecchie ore e può sopravvivere in ambiente chiuso per anni. Il popolo Europeo é stato additato come il responsabile del diffondersi di tale patologia che fu portata in America dai forti flussi migratori degli europei. Già nel IXX secolo, grazie alle osservazioni di studiosi del tempo quali B. Marten e J.A. Villemin, si consolida l’idea dell’esistenza di un agente infettivo trasmissibile per via aerea. Tali osservazioni, trovano conferma successivamente all’isolamento del batterio in coltura pura con conseguente dimostrazione della sua patogenicitá, da parte di Koch. Parallelamente, un altro studioso, Pasteur, comprese la necessità di utilizzare batteri stessi, inattivati o resi avirulenti, per prevenire le malattie. Fu proprio in questo clima che gli studiosi Calmette e Guerin coltivarono una variante avirulenta di Mycobacterium bovis: questo, costituisce tutt’ora l’unico vaccino disponibile, il BCG (bacillo di Calmette e Guerin). Nonostante il trascorrere del tempo, però, oggi esistono più di un miliardo e settecento persone infette da Mycobacterium tuberculosis, con varie decine di milioni di ammalati di tubercolosi e alcuni milioni di decessi ogni anno. Con l’uso di chemioterapici quali streptomicina, isoniazide, pirazinamide, etambutolo e rifampicina, sembrò che la tubercolosi fosse destinata alla sconfitta. Tuttavia, come la storia della microbiologia insegna, a causa delle frequenti mutazioni ed evoluzioni del microrganismo, la risorgenza della malattia é sempre possibile. Questo difatti, è ciò che avviene in Italia e negli Stati Uniti, in cui la tubercolosi, assieme all’AIDS, costituisce una minaccia per intere popolazioni.

imageNel considerare l’epidemiologia della malattia, è necessario tenere ben distinta l’infezione da Mycobacterium tuberculosis e la malattia vera e propria. Assai diffusi sono i casi in cui si è solo contagiati dal batterio senza mai sviluppare la sintomatologia. Prima dell’introduzione dei suddetti chemioterapici, l’unico trattamento era rappresentato dagli interventi chirurgici, compreso la tecnica del pneumotorace, in cui si faceva collassare un polmone infetto per farlo “riposare” e permettere la guarigione delle lesioni, e che risultò di minimo beneficio, tanto che venne interrotta a partire dal 1950. Anche oggi, a causa di forme di tubercolosi parecchio resistenti, la chirurgia è considerata un sistema per rimuovere, assieme alle cavità del torace, anche la maggior parte dei batteri presenti nel polmone. La tubercolosi, in passato, fu avvolta da un alone di dicerie: alcuni supponevano un contatto dei malati con degli esseri quali fate o streghe. Infine, nel IXX secolo, si arrivò addirittura a diffondere la credenza che la tubercolosi fosse causata dalla masturbazione.

Fonte: Dizionario Enciclopedico della Salute e della Medicina

Tania Celestri

Commenta per primo

Rispondi