Arriva una cura per combattere i “superbatteri”?

I "superbatteri" sono resistenti ad ogni classe di antibiotico in commercio (by http://www.sestodailynews.net).

Una giovane e brillante studentessa dell’Università di Melbourne scopre un sorprendente modo per sconfiggere i superbatteri resistenti agli antibiotici. Una nuova speranza per avviare una cura concreta.

 

I polimeri (in verde) attaccano i batteri (Picture by "Nature")
I polimeri (in verde) attaccano i batteri         (Picture by “Nature”)

Li sentiamo spesso nominare in TV. Solo ascoltare la notizia riguardo alcuni focolai di superbatteri, resistenti a tutte le classi di antibiotici disponibili dalla medicina, fa salire un brivido lungo il nostro rachide. Il problema della continua ed inesorabile progressione delle resistenze acquisite negli anni da alcuni microrganismi è ormai risaputo da tempo, e la cosa non sembra migliorare per via dell’abuso a volte indiscriminato e senza un minimo buon senso di antibiotici commerciali.

Il superbatterio «Acinetobacter baumannii»
Il superbatterio «Acinetobacter baumannii» (by www.corriere.it)

Ecco che, come un fulmine a ciel sereno, piomba una pubblicazione eccezionale su “Nature Microbiology” direttamente dall’Università di Melbourne. Shu Lam, una giovane ricercatrice, insieme ai suoi colleghi hanno creato un peptide polimerizzato in grado di penetrare la parete cellulare e di annientare il batterio resistente ai farmaci, oppure di stimolare attivamente l’autodistruzione della cellula batterica stessa. Questa straordinaria molecola sembra del tutto innocua verso altri tipi di cellule del nostro organismo, come i globuli rossi. Infatti, i peptidi mostrano una notevole efficacia e sicurezza nei primi test effettuati anche in vivo sui topi infettati dal superbatterio Acinetobacter baumannii, risultando così come una potenziale cura non tossica e, quindi, sicura per la salute dell’uomo.

Il team ha chiamato questa molecola SNAPPs (Structurally Nanoengineered Antimicrobial Peptide Polymers) e le catene proteiche di cui è costituita formano 16 o 32 braccia, donandole una curiosa e spettacolare forma a “stella”. Con questa scoperta si è aperta una nuova possibilità/speranza di sviluppare una terapia innovativa, non basata su nuova molecola ad azione antibiotica che, anche se potenzialmente, possa alimentare ulteriori loop per l’acquisizione di resistenze ai comuni antibiotici, bensì una strategica molecola in grado di essere molto precisa ed efficace nel suo obiettivo terapeutico. Signore e signori, possiamo essere abbastanza ottimistici in un futuro dove giovani ed intraprendenti menti come Shu Lam potranno donarci idee e soluzioni sensazionali per questioni vitali per la nostra salute, come è sicuramente l’antibiotico resistenza dei superbatteri. Fiduciosi e speranzosi, non ci resta che stare attenti a non abusare degli antibiotici ed a fare della prevenzione la nostra arma vincente.

Giovanni Di Maio (alias Santi Rocca)

Fonti: www.nature.com/articles/nmicrobiol2016162 ; www.sciencedaily.com ; www.corriere.it ;

 

 

 

 

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