La Fibrosi Cistica: quando malattia e microbiologia si incontrano

Questa settimana è dedicata alla ricerca sulla Fibrosi Cistica, una malattia autosomica recessiva piuttosto comune nella popolazione caucasica, con un neonato affetto ogni 2500/3000 nati vivi e un portatore sano ogni 25 persone. FC è una malattia multi sistemica, oggetto di studio pluri-decennale a causa dei suoi molteplici aspetti: il difetto di base riguarda un canale del sodio, una proteina chiamata Cystic Fibrosis Transmembrane Regulator (CFTR) che riveste ogni epitelio del corpo. Il fatto che la CFTR sia difettosa porta il canale a non funzionare, con problematiche di diversa intensità. In linea di massima, i difetti di CFTR potano a  mancato accrescimento a causa della difficoltà degli enzimi pancreatici di raggiungere l’intestino tenue, portano a sterilità maschile per impossibilità degli spermatozoi di lasciare i tubuli seminiferi, e creano un habitat polmonare particolarmente favorevole all’insorgenza di infezioni croniche. Il difetto di base porta a uno squilibrio osmotico che rende le secrezioni molto più dense, rendendo il muco così viscoso da bloccare l’azione di clearance dell’epitelio ciliato delle vie aeree.

Le vie aeree dei pazienti FC costituiscono quindi un habitat particolarmente favorevole alla colonizzazione da parte di patogeni opportunisti, con conseguente sviluppo di colonizzazioni batteriche che portano al peggioramento del quadro clinico a causa del circolo vizioso che si instaura tra colonizzazione batterica, infezione e infiammazione.

E’ consueto riscontrare infezioni precoci dovute alla particolare adesività dei batteri all’epitelio respiratorio, eventi ricorrenti resi poi cronici dall’intervento di infezioni virali che abbattono la barriera difensiva di superficie. Staphylococcus aureus è il primo germe che colonizza le vie aeree dei bambini affetti da FC, seguito in genere da Pseudomonas aeruginosa che rappresenta ancora oggi il principale agente infettivo per il polmone FC. P. aeruginosa tende infatti a instaurare infezioni croniche con conseguenze importanti per il declino della funzionalità polmonare, e indice prognostico negativo per il decorso della patologia.

Paeruginosa
Pseudomonas aeruginosa

Tra i batteri Gram-negativi che frequentemente si trovano coinvolti nei quadri infettivi dei pazienti FC si trovano Achromobacter xylosoxidans, Stenotrophomonas maltophilia, Burkholderia cepacia complex e Burkholderia cepacia, Burkholderia gladioli, B. contaminans. Questi patogeni mostrano un profilo di resistenza agli antibiotici peculiare, alcuni di essi come le specie appartanenti al Burkholderia cepacia complex sono naturalmente multi resistenti.

burkholderia
Burkholderia cepacia

Tra i batteri Gram-positivi, ceppi di Staphylococcus aureus meticillino-resistente (MRSA) rappresentano un importante fattore infettivo per i pazienti FC, tanto da spingere allo studio protocolli mirati per l’eradicazione dell’infezione. Completano il quadro le infezioni fungine, sostenute da miceti filamentosi come gli appartenenti al genere Aspergillus e Scedosporium, e infezioni da micobatteri non tubercolari come Mycobacterium avium complex. Tutto questo comporta una notevole difficoltà terapeutica, e talvolta anche diagnostica o di identificazione di specie dei batteri considerati difficili come gli appartenenti al Burkholderia cepacia complex.

Ad oggi di Fibrosi Cistica non si guarisce nonostante i notevoli miglioramenti diagnostici e terapeutici. Negli ultimi anni sono stati fatti dei veri e propri passi da gigante per curare numerosi aspetti clinici, basti pensare che fino a pochi anni fa la malattia aveva pertinenza pediatrica mentre adesso la maggior parte dei pazienti raggiunge l’età adulta. La ricerca rimane però l’unica strada concreta per trovare un rimedio al difetto di base: la prospettiva più allettante è rappresentata probabilmente da farmaci correttori del difetto di base stesso, ad oggi disponibili solo per alcune categorie di pazienti. La ricerca sulla Fibrosi Cistica in Italia è finanziata e sostenuta in gran parte dalla Fondazione per la Ricerca sulla Fibrosi Cistica- onlus. La Fondazione nel corso della sua lunga attività ha finanziato numerosi progetti di ricerca, “allevato” giovani ricercatori e sostenuto senior appassionati e motivati. Per questo le mie referenze oggi sono rappresentate dal solo indirizzo web del sito della Fondazione, nessuna bibliografia può riassumere altrettanto bene o rispondere in modo altrettanto esauriente alle curiosità che possono emergere (spero) dopo la lettura di questo articolo.

Referenze:

www.fibrosicisticaricerca.it

Crediti immagini:

https://www.sciencenews.org/article/random-changes-behavior-speed-bacteria-evolution

http://redbook.solutions.aap.org/chapter.aspx?sectionid=88187113&bookid=1484

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