Taenia solium e Taenia saginata, conosciamo meglio le due specie di verme solitario

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Alzi la mano chi non ha mai sentito parlare del verme solitario. Taenia solium e Taenia saginata sono probabilmente due dei parassiti più conosciuti e quindi più temuti, attorno a cui sono state costruite anche alcune leggende metropolitane…

Fig.1: Struttura di T. solium. In quest’immagine sono ben visibili il rostello armato di uncini (rostellum, mancante in T. saginata), lo scolice (scolex) portatore di 4 ventose (sucker) che si protrae nel collo (neck) fino alle proglottidi immature.

Taenia solium e Taenia saginata sono Platelminti parassiti della classe dei Cestodi, presenti un po’ ovunque nel mondo. Queste due specie sono molto simili tra loro: entrambe sono formate da una testa o scolice provvista di 4 ventose (T. solium presenta inoltre anche degli uncini sull’apice dello scolice), un collo ed un corpo composto da segmenti corporei ripetuti detti proglottidi (~1000 per T. solium e ~1500-2000 per T. saginata). Le proglottidi più vicine alla testa sono quelle più giovani e di dimensioni più ridotte, mentre quelle più lontane sono più vecchie e di dimensioni maggiori. Questi segmenti servono alla tenia per la riproduzione, e contengono sia gli organi riproduttivi maschili che quelli femminili, in quanto queste specie sono ermafrodite. La ragione di questa scelta in campo riproduttivo è palese: difficilmente, infatti, un “verme solitario” ha la possibilità di incontrare un partner. Un’altra caratteristica particolare sta nel fatto che questi parassiti non hanno un apparato digerente, quindi sfruttano l’ospite sottraendogli le sostanze nutritive già digerite assorbendole attraverso la superficie del corpo.

Il ciclo vitale delle due specie è praticamente identico, con l’eccezione dell’ospite intermedio, che per T. solium è il maiale, mentre per T. saginata sono i bovini. L’uomo si infetta ingerendo carne cruda o poco cotta di animali infettati dalle larve delle tenie (i cisticerchi, fig.2), che hanno la forma di una pallina grande circa 5-10mm. Nell’intestino del nuovo ospite, la larva sviluppa lo scolice, con il quale aderisce alla mucosa, e da questo le numerose proglottidi. Esse costituiscono la maggior parte del corpo dell’animale, che raggiunge dimensioni ragguardevoli: T. solium raggiunge infatti i 3-5m, mentre T. saginata addirittura i 10! Una volta che le proglottidi si sono sviluppate e sono mature sessualmente, avviene un processo chiamato autofecondazione, a cui segue il distaccamento delle proglottidi contenenti le uova (ciascuna di questi segmenti ne può contenere fino a 250.000). Il numero di proglottidi che si staccano varia in base alla specie: T. solium ne espelle 5 o 6 in catena, mentre T. saginata le espelle in genere singolarmente. Quando le uova (che sono molto resistenti e possono permanere in ambiente anche per mesi, fig.3) sono ingerite dall’ospite intermedio si schiudono, e le larve (in questo stadio chiamate esacante) appena nate raggiungono i muscoli dell’ospite, vi si incistano, si sviluppano in cisticerchi e ricominciano il ciclo.

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Fig.2: Cisticerchi di T. solium. A sinistra un cisticerco isolato, mentre a destra un cisticerco incistato nel muscolo.

La patologia data dalla presenza di tenia è la teniasi, che può manifestarsi con sintomi addominali di lieve entità o con bulimia, dimegrimento, astenia o ancora, seppur più raramente, appendicite (dovuta al passaggio delle proglottidi). Anche i cisticerchi di T. solium possono dare origine ad una patologia: la cisticercosi. Essa è dovuta al fenomeno dell’autoinfestazione. Sono possibili due modalità distinte di autoinfestazione: si parla di endoinfestazione quando le uova o le proglottidi, al posto di essere espulse con le feci, risalgono dall’intestino tenue fino allo stomaco per antiperistalsi; si parla invece di esoinfestazione quando si ha il passaggio delle uova dall’ano alla bocca, tipicamente tramite le mani sporche. I sintomi della cisticercosi sono dovuti al luogo d’incistamento dei cisticerchi: si avranno quindi cefalea, disturbi del linguaggio ed eventuali crisi epilettiche se le larve s’insediano nel cervello, invece iridiciclite, distacco della retina, strabismo e scotomi nel caso di un insediamento oculare. Nel caso in cui i cisticerchi si insedino a livello muscolare, il paziente risulterà invece asintomatico.

La diagnosi della teniasi viene solitamente fatta attraverso l’esame delle feci, andando a ricercare le proglottidi ed eventualmente lo scolice per identificare a quale delle due specie sia dovuta l’infestazione, oppure ricercando ed identificando le uova, che però non sempre sono presenti in quanto vengono emesse dopo circa tre mesi dall’infestazione. Per quanto riguarda la cisticercosi, la diagnosi è invece eseguita tramite ecografia, TC (sigla di Tomografia Computerizzata), risonanza magnetica e radiografie. Queste ultime sono utili però solo dopo circa 3 anni dall’inizio dell’infestazione, quando le cisti calcificano.

Fig.3: uovo di Taenia
Fig.3: uovo di Taenia

La teniasi è trattata con il farmaco specifico Niclosamide, mentre la cisticercosi è curata con Albendazolo, oppure nei casi più gravi di entrambe le forme, tramite un intervento chirurgico.

La prevenzione dell’infestazione da T. solium e T. saginata si attua tramite un accurato controllo della carne, in genere eseguito a livello del produttore delle carni, alla ricerca di eventuali cisticerchi. Inoltre nelle aree endemiche la carne dev’essere consumata sempre ben cotta (ad una temperatura di almeno 56°C) oppure mantenuta a -10°C per dieci giorni, per assicurarsi di aver eliminato anche i più resistenti cisticerchi, che possono sopravvivere a 0°C anche per 70 giorni.

I dati epidemiologici parlano di circa 50 milioni di casi in tutto il mondo ogni anno, con un’incidenza maggiore nei paesi poveri, dove le norme igienico sanitarie sono inferiori. Tra gli stati europei maggiormente colpiti troviamo invece la Germania, con una diffusione dello 0,2-0,3% della popolazione.

T. solium e T. saginata sono molto longeve, e se non trattate farmacologicamente o chirurgicamente possono infatti sopravvivere rispettivamente 25 e 10 anni.

Concludo con una delle leggende metropolitane che riguardano il genere Taenia: si dice infatti che nel 1954 Maria Callas riuscì a dimagrire di oltre 30kg in pochi mesi proprio grazie all’assunzione volontaria di tenia tramite un bicchiere di champagne. Nonostante lei abbia evitato con cura sia di confermare che di confutare questa storia, la cognata Pia Meneghini la negò, affermando invece che Maria si sottopose a pesanti cure ormonali che le modificarono il metabolismo. Un argomento che credo sia importante non tralasciare riguarda l’esistenza di chi crede che certe strampalate quanto dannose tecniche di dimagrimento siano utili: alcuni siti mettono in commerci questi cestodi spacciandoli come un rimedio per tornare in linea (Qui un articolo del 2013 di uno di questi casi negli USA). Spero comunque non sia necessario convincere nessuno dei lettori riguardo alla pericolosità di questa pratica.

Andrea Borsa

Vi lascio un video in cui si vede T. saginata nell’intestino tenue di un paziente:

FONTI: Taenia , Vermi piatti , Maria Callas

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