I fantastici quattro: Mayaro, Rift Valley Fever, Crimean-Congo Haemorragic Fever, Usutu. Quale sarà il nuovo Zika?

Il virus ignoto, tremendamente contagioso e mortale è un cliché cinematografico e letterario. Purtroppo, come spesso accade, la realtà supera la fantasia. Il virus Zika è salito recentemente alla ribalta delle cronache per le gravi conseguenze legate alla sua diffusione. Trasmesso da zanzare infette del genere Aedes, Zika appartiene alla famiglia dei Flaviviridae di cui fanno parte anche il virus Dengue, la febbre gialla, e l’encefalite del Nilo occidentale. La trasmissione del virus avviene attraverso la puntura della zanzara, il serbatoio non è ancora stato identificato con certezza ma sembra poter essere la scimmia. È possibile anche la trasmissione inter-umana, attraverso scambio di fluidi biologici o trasmissione verticale materno-fetale. I sintomi possono essere facilmente confusi con quelli di una sindrome influenzale, tuttavia le conseguenze più gravi si verificano nel caso di gravidanza: è stata accertata la correlazione tra Zika e microcefalia. È stato proprio a causa di questa scoperta che il virus è passato agli onori delle cronache, con un picco di attenzione nei mesi estivi. L’attenzione di virologi ed epidemiologi, però, è già stata calamitata da altri quattro virus.

Mayaro, ad esempio, è un virus molto simile al Chikungunya, diffusi dai Mosquitos in Amazzonia e zone limitrofe. Sia Mayaro che Chikungunya sono riusciti ad adattarsi a nuovi vettori, fatto che li ha portati ad diffondersi a gran velocità. Mayaro virus è stato isolato ad Haiti e in grandi città del Brasile, lontano dalle foreste amazzoniche. Questi due virus mostrano quindi di essere rapidi ad adattarsi anche a un ciclo urbano, alzando il livello di attenzione e preoccupazione.

Il virus della Rift Valley Fever accompagna i suoi infettati indifferentemente verso febbre emorragica o sintomatologia “influenza-like”, risultando così tra i più temuti agenti virali. Anche se è rimasto confinato nel continente africano fino ai primi anni Duemila, è stato estremamente rapido a muoversi verso la penisola arabica e oltre, adattandosi a una ventina di insetti vettori diversi, tutti originari del Nordamerica. Inoltre sia bestiame che animali selvatici possono essere un reservoir per il virus, innescando una specie di bomba a orologeria di tipo biologico.

rift valley
Rift Valley fever virus.

Il terzo di questo poker d’assi delle malattie infettive è il Crimean-Congo Haemorragic fever virus, in viaggio dagli anni Quaranta con passo lento ma inesorabile. La buona notizia è che utilizza come vettore la zecca, il che ne limita la diffusione, la cattiva notizia è che il 40% dei casi di infezione sono fatali. Negli ultimi dieci anni il virus si è diffuso anche in Europa, accelerando così il suo passo abituale, probabilmente grazie agli uccelli migratori.

Ultimo ma non ultimo è Usutu, un virus aviario che solitamente da’ origine a epidemie circoscritte. Il fatto che in molti casi la malattia sia autolimitante (guarisca spontaneamente) e non abbia una sintomatologia particolarmente importante non aiuta certo a conoscerne con esattezza la diffusione.  In realtà recentemente sono state registrate epidemie diffuse in molte zone, compreso il modenese dove una piccola percentuale della popolazione risulta contagiata dal virus. In questi casi la sintomatologia lieve non aiuta a monitorare correttamente la diffusione; è diversa la questione nel caso di pazienti immunocompromessi, per cui si possono registrare anche sintomi neurologici importanti.

usutu
Usutu virus.

Ancora non è chiaro quale sia il denominatore comune di queste infezioni, o quale sia  il rischio reale di una loro diffusione senza controllo. L’osservazione rimane la strada maestra per raccogliere informazioni utili a comprendere a fondo le dinamiche di questi agenti infettivi.  Certo è che il cambiamento climatico non aiuta data la capacità di influenzare il ciclo vitale dei vettori, così come il turismo che mette letteralmente le ali a virus e parassiti in genere. Per adesso non abbiamo a disposizione armi particolarmente potenti, e la buona vecchia profilassi per difendersi dalle punture di insetti sembra il miglior metodo di prevenzione.

Sitografia

http://www.epicentro.iss.it/argomenti/zika/zika.asp

https://www.scientificamerican.com/article/the-next-zika/

 

Crediti immagini:

http://www.nbcnews.com/storyline/zika-virus-outbreak/aedes-aegypti-meet-mosquito-spreading-zika-virus-panic-n504026

http://medicalxpress.com/news/2015-05-rift-valley-fever-virus-proteins.html

http://www.vetjournal.it/news/item/5688-usutu-virus-in-svizzera-e-nel-resto-d%E2%80%99europa.html

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