Nuovi target immunoterapici per la cistite

Le infezioni continuano a minacciare la salute umana, nonostante le cure, poiché gli organismi patogeni sono in continua evoluzione grazie alla loro versatilità genetica. Fortunatamente, questa loro caratteristica trova corrispondenza in un’altrettanta versatilità del nostro sistema immunitario. Base importante e punto di partenza per le malattie che ci colpiscono: infatti sempre più spesso si tende a rafforzare il sistema immunitario piuttosto che ad uccidere il patogeno attraverso la terapia. Ciò che resta di preoccupante ancora sono gli effetti indesiderati dovuti alla risposta immunitaria del nostro organismo.

Cistite

cistite-nuova-soluzione_1440577631La cistite acuta si verifica prevalentemente nelle ragazze e donne sane ed almeno il 60% di tutte le donne potranno segnalare un episodio nel corso della loro vita. Il tasso di recidiva è purtroppo assai elevato, ed in certe pazienti la cronicità della malattia porta a danni tissutali permanenti. Ecco perché i ricercatori stanno cercando una terapia immunitaria da associare a quella antibiotica assunta di base.

La mucosa della vescica urinaria è spesso esposto a batteri, ma non sempre reagisce all’attacco. Nei pazienti con cistite acuta, l’infezione provoca una risposta immunitaria e infiammatoria dovuta alla stimolazione dell’immunità innata. Ciò provoca tra i sintomi clinici dolore, urgenza e frequenza della minzione. Tuttavia la base molecolare di questi sintomi non è ancora stata ben compresa, però si è potuto notare che l’infiammazione coinvolge le cellule della mucosa adiacenti, come i mastociti e macrofagi. Esistono però anche casi di portatori sani, in cui vi è presente l’infezione, ma completamente asintomatica (ABU), infatti essi presentano esami delle urine ricchi di batteri senza portare alcun sintomo, ciò dovuto al fatto che i batteri riescono ad eludere il sistema immunitario.

Lo studio

linfocito-tipo-t-2In uno studio recente è stata esaminato come la risposta dell’ospite alle infezioni della vescica urinaria provochi cistite acuta e come questa risposta possa essere attenuata in pazienti che soffrono di questa condizione molto comune. Infatti è stata identificata la citochina interleuchina-1 beta (IL-1β) come chiave determinante la risposta immunitaria nella cistite acuta.

Con grande successo gli scienziati sono riusciti a trattare topi con una forma grave di cistite inibendo proprio la citochina causante l’infiammazione, cioè IL-1β o l’enzima MMP-7 che elabora IL-1β nella sua forma attiva. Data la loro alta concentrazione nelle urine dei pazienti, queste due molecole sono state ritenute non solo biomarcatori per la diagnosi di cistite acuta, ma anche possibili target per farmaci.

 

 

Raluca Stoica

Fonte: PlosPathogen

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