Le infezioni batteriche alla prostata

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La prostatite è un processo infiammatorio della ghiandola prostatica. Esso può decorrere in forma acuta o cronica. L’aspetto interessante è che, nella maggior parte dei casi, le infiammazioni della prostata sono di origine batterica. In altri casi la prostatite scaturisce da elementi eziopatologici di diversa natura: prostatite abatterica o idiopatica, un processo infiammatorio della prostata ad eziologia sconosciuta, e della prostatodinia, un dolore prostatico scorporato dall’infiammazione, probabile conseguenza di una marcata tensione del pavimento pelvico e di spasmi uretrali.

Incidenza

Le infiammazioni alla prostata sono disturbi comunissimi, molto più di quanto si possa immaginare; per dare un’idea sulla diffusione del disturbo, di seguito sono riportati alcuni dati indicativi:

  • 2-10% degli uomini: questa fetta di popolazione sembra lamentare tutti i sintomi riferibili (almeno presumibilmente) ad un’infezione prostatica cronica
  • 15% degli uomini: sono affetti da infezioni prostatiche a sintomatologia lieve
  • 25% dei pazienti che soffrono di disturbi genito-urinari è affetto anche da infiammazioni prostatiche: di queste, il 5-10% dipende da insulti batterici.

L’infezione alla prostata è spesso espressione di irritazione e gonfiore che fa seguito ad un insulto batterico: i microorganismi patogeni, dopo aver risalito l’uretra, sono in grado di localizzarsi a livello prostatico e qui proliferare. Il meccanismo di contaminazione ascendente appena descritto è la più immediata conseguenza di rapporti sessuali non protetti con partner a rischio: per questo motivo, si raccomanda di utilizzare sempre metodi contraccettivi barriera (es. preservativo) prima di consumare un rapporto con persone a rischio.

PROSTATITE ACUTA BATTERICA

La prostatite acuta batterica  è considerata come la più facile da diagnosticare e curare in modo efficace. I pazienti con questa malattia presentano i tipici segni dell’infezione genito-urinaria, con: brividi, febbre, dolore nella parte bassa della schiena e nella zona genitale, frequenza -urgenza minzionale (spesso di notte), dolore o bruciore durante la minzione, dolori muscolari, un’infezione dimostrabile delle vie urinarie, come evidenziato dai globuli bianchi e batteri nelle urine. La terapia, dopo aver interpretato le risposte delle colture e dei correlati antibiogrammi, riguarda sempre la somministrazione di antibiotici mirati.

PROSTATITE CRONICA BATTERICA

La prostatite cronica batterica è relativamente rara e accade quando i batteri trovano un posto sulla prostata dove possono proliferare. Gli uomini soffrono d’infezioni al tratto urinario, che sembrano guarire in un primo momento, ma poi tornano con gli stessi batteri. Il trattamento richiede solitamente l’uso di farmaci antimicrobici per un periodo di tempo prolungato. Nonostante ciò, gli antimicrobici non sempre riescono ad eradicare questo tipo di prostatite data la difficoltà per l’antibiotico di perfondere la prostata in quantità battericida.

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CHI SONO I RESPONSABILI?

I batteri più frequentemente responsabili di infezione  sono batteri saprofiti di origine intestinale che colonizzano abbondantemente il perineo, quindi prevalentemente aerobi gram negativi. Nella maggioranza dei casi, quindi, si tratta di batteri normali ospiti del nostro tratto intestinale, che diventano un problema quando vengono a trovarsi dove non dovrebbero, cioè nelle vie urinarie. Le specie più frequentemente coinvolte sono Escherichia Coli (il più frequente in assoluto, soprattutto nelle infezioni acquisite in ambiente extraospedaliero), Proteus mirabilis, Klebsiella spp, Pseudomonas Aeruginosa (questi ultimi più frequenti nelle infezioni ospedaliere). Meno comuni, ma comunque presenti tra il 5 e il 10% dei casi, i cocchi gram positivi, quali Enterococcus Faecalis e Staphylococcus spp.

CURIOSITA’

Fare l’amore dopo gli “anta” influisce sulla salute della prostata? È bene rassicurare il genere maschile: il sesso è un ottimo alleato per prevenire l’ipertrofia prostatica benigna, che può incominciare a dare disturbi già intorno ai 50 anni e il carcinoma della prostata, che è il primo tumore maschile in tutta Europa e negli Stati Uniti. Insomma, avere rapporti sessuali fa bene alla ghiandola fibromuscolare dell’apparato genitale maschile, mentre una prolungata astinenza risulta solo dannosa. Perché? La funzione della prostata è quella di produrre e rilasciare liquido seminale: se questa emissione avviene raramente, la ghiandola si “intasa” e diventa gonfia. In queste condizioni, la prostata è più facilmente predisposta ad ammalarsi. In altre parole: fare l’amore due o tre volte alla settimana è l’ideale o comunque non meno di una volta ogni sette giorni. Praticare sesso è salutare, ma attenzione a evitare i rapporti anali che favoriscono le infezioni a scapito della prostata stessa.

fonte: fitoprostata

Alessandro Scollato

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