Una nuova tecnica di immunoterapia potrebbe prevenire tutti i tipi di allergie alimentari

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Le allergie alimentari sono frustranti nel migliore dei casi e nei peggiori addirittura pericolose per la vita, ma gli scienziati hanno sviluppato una tecnica di immunoterapia che può invertire le reazioni allergiche nei topi, e pensano che potrebbe essere utilizzata anche per il trattamento di allergie negli esseri umani.

Il trattamento funziona innescando la produzione di nuove cellule dendritiche – cellule segnale ad altre cellule immunitarie per annullare le loro risposte iper-immuni. Ciò ha garantito che l’anafilassi, il tipo più grave e rapida di reazione allergica, non si è verificata. Le cellule dendritiche si trovano nei tessuti che sono in contatto con l’ambiente esterno, come ad esempio lo strato esterno della pelle e il rivestimento interno di naso, polmoni, stomaco e intestino.

Il ricercatore John Gordon, presso l’Università di Saskatchewan in Canada, e il suo team hanno estratto alcune di queste cellule dai topi, e le hanno esposte ad un mix di proteine, un acido correlato con la vitamina A che si trova generalmente nell’intestino umano, e un allergene – proteine di arachidi o di uova.

Quando le cellule dendritiche modificate sono state reintrodotte nei topi, le reazioni allergiche sono state praticamente eliminate – le cellule immunitarie sensibili che sono state precedentemente impostate fuori dalla sostanza allergica hanno reagito come farebbero in soggetti sani, non allergici.

La tecnica finora è stata testata solo sui topi, ma i ricercatori sperano di progredire verso la sperimentazione umana entro il prossimo anno. “Abbiamo molte persone con allergie che si sono offerte volontarie per offrire le proprie cellule da usare nei test di laboratorio per far progredire questa ricerca“, ha detto Gordon.

Un trattamento efficace per le allergie potrebbe trasformare la vita di milioni di persone, ed inoltre la squadra pensa che questa ricerca potrebbe essere applicata anche ad altre malattie legate al sistema immunitario, come la sclerosi multipla (MS).

Ci vorrebbe molto poco per adattare la terapia alle malattie autoimmuni“, spiega Gordon.

Salvatore Gemmellaro

Fonte: ScienceAlert

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Non ho mai fatto della Scienza solo una materia di studio ed una passione personale, ma l’ho sempre ammirata come un’opera d’arte. Riesco a vederne la bellezza. I miei contemporanei probabilmente vedono solamente basi di Rna, gli enzimi. Io vedo Picasso, le più stupende sculture della biologia, vedo i Virus. Sono laureando in Scienze Biologiche, ed intendo dar del mio, in futuro, nel mondo della ricerca scientifica.

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