Candida auris: quando il superbug è un micete

Il tema della resistenza agli antibiotici rappresenta sempre un “hot topic” per la comunità scientifica, in genere quando si parla di batteri ci si riferisce ai germi resistenti a più classi di antibiotici come a “superbugs”. Nel caso dei miceti la resistenza agli antifungini rappresenta un problema ancor più complesso e ricco di sfaccettature sia per il numero limitato di molecole a disposizione che per le caratteristiche peculiari dei pazienti affetti da infezioni severe.  Ma cosa succede quando a essere particolarmente resistente è un micete lievitiforme, cioè un lievito “parente stretto” di Candida albicans? Report recentemente pubblicati dal CDC nordamericano descrivono il caso di Candida auris, micete lievitiforme per la prima volta identificato e descritto nel 2009 in Giappone, e poi riconosciuto in molti Paesi.

Ad oggi sono stati descritti una quindicina di casi negli USA, circa la metà di queste infezioni sono risultate fatali. Non è chiaro tuttavia il ruolo del micete nei decessi, poiché i pazienti presentavano già quadri clinici seriamente compromessi da patologie di altro genere. In alcuni casi, inoltre, la corretta identificazione del germe non è stata tempestiva, complicando ulteriormente il quadro. Molti degli isolati appartenenti a questa specie sono risultati resistenti alle tre classi di antifungini disponibili, rendendo inefficaci le terapie antimicotiche e pregiudicando l’efficacia delle cure. Per quanto riguarda l’origine, la filogenesi dei ceppi, quello che appare dall’analisi genetica è una stretta correlazione tra isolati di C. auris provenienti da varie regioni del mondo, che hanno infettato pazienti che non avevano viaggiato o avuto contatti con persone delle zone interessate. Questo suggerisce quindi che in un momento preciso si siano diffusi ceppi strettamente correlati dal punto di vista genetico, e che questa correlazione sia ancora del tutto evidente. Il fatto che ancora la correlazione genetica sia strettissima fa pensare a una diffusione piuttosto recente, come dimostra il fatto che la prima descrizione della specie risalga al 2009. Ma quali sono le fonti di acquisizione di questo pericoloso patogeno? Campionamenti ambientali delle case dei pazienti infetti e dei luoghi in cui sono stati ricoverati hanno dimostrato che C. auris è ampiamente diffusa nell’ambiente domestico e ospedaliero, e che nello stesso ospedale si trovano isolati praticamente identici. Tutte queste informazioni dipingono un quadro che sembra alquanto sconfortante, ma qual è il messaggio di fondo che possiamo ricavare? È certo che un nuovo patogeno sia stato identificato di recente, ed è certo che sia diffuso in tutto il mondo. Alcuni ceppi sono resistenti a tutte le molecole disponibili per il trattamento, altri invece no. Sono state descritte difficoltà di identificare chiaramente gli isolati clinici, a causa dei mezzi a disposizione e della grande somiglianza con altri miceti lievitiformi.  Inoltre, i pazienti con infezione fatale presentavano quadri clinici già compromessi da patologie importanti come cancro o insufficienze respiratorie rendendo difficile correlare direttamente infezione e decesso.

Candida auris su piastra

Questi dati non sono quindi sufficienti di per sé a far luce sul ruolo effettivo di Candida auris nell’evoluzione infausta di alcuni pazienti, così come rimangono senza risposta alcuni interrogativi: è possibile che si siano diffuse linee genetiche diverse di C. auris? È possibile che queste abbiano un diverso profilo di resistenza agli antimicotici? È possibile che provochino quadri clinici diversi? Per adesso non ci sono informazioni sufficienti per chiarire questi aspetti, sappiamo solo che un nuovo superbug è in circolazione. Attenzione, però, a non lasciarsi trasportare dalle emozioni e cedere il passo a facili allarmismi. Le osservazioni sono finora limitate a un numero di pazienti troppo scarso per ottenere dati solidi e statisticamente validi: questa fase potrebbe essere definita osservazionale e puramente indicativa. È assolutamente necessaria una casistica più ampia per definire senza ombra di dubbio la pericolosità di questo tipo di infezioni e la loro reale diffusione.

 

Sitografia:

https://www.scientificamerican.com/article/first-cases-of-new-superbug-spotted-in-u-s/

Crediti immagini:

http://www.apic.org/For-Consumers/Monthly-alerts-for-consumers/Article?id=candida-aurisa-new-threat-to-patients

https://www.picnet.ca/candida-auris-ipc-info/

http://www.optibacprobiotics.co.uk/blog/2016/07/deadly-new-candida-species-identified-enter-candida-auris

 

 

 

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