New York, scoppia un’epidemia da Mycobacterium chimaera in seguito ad un intervento a cuore aperto; qualche giorno prima a Ginevra vengono presentate le linee guida internazionali per la prevenzione delle infezioni chirurgiche….

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NEW YORK (14 novembre 2016) – Scoppia un’epidemia da Mycobacterium chimaera, un micobatterio non tubercolare, a crescita lenta, invasivo, che causa generalmente infezioni polmonari. L’infezione da M. chimaera in pazienti sottoposti ad intervento cardiochirurgico è particolarmente difficile da trattare, perché richiede un ulteriore intervento ed una terapia antibiotica prolungata.

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Colonie di M. chimaera

La fonte accertata dell’epidemia è l’unità di riscaldamento-raffreddamento (HCD) del dispositivo utilizzato in chirurgia cardiaca per mantenere il sangue e gli organi del paziente ad una temperatura specifica durante l’intervento chirurgico, lo rivela uno studio pubblicato sulla rivista Infection Control & Hospital Epidemiology. Questo studio rappresenta una vera e propria guida per la gestione di questo tipo di epidemie e fornisce alcune raccomandazioni precauzionali per aiutare gli ospedali a ridurre il rischio di infezione.

cardioplegia

“E’ sorprendente il fatto che un’epidemia globale come questa potrebbe passare inosservata per anni. Questa pericolosa infezione ha messo a rischio la vita di molti pazienti in tutto il mondo”, ha detto Rami Sommerstein, dirigente medico del “Berna University Hospital” in Svizzera, l’autore principale dello studio. “Ora che conosciamo la fonte dell’infezione, è necessario l’impegno di ogni istituzione sanitaria per contenere i rischi. L’azione più importante che un ospedale può intraprendere è quella di rimuovere dalle sale operatorie i dispositivi HCD contaminati. Questo è l’unico modo per garantire che i pazienti siano protetti da dall’infezione.” I dispositivi HCD sono strumenti autonomi necessari per lo scambio di calore nelle macchine cuore-polmone e, secondo i Centers for Disease Control and Prevention, sono utilizzati in circa 250.000 interventi chirurgici ogni anno negli Stati Uniti. In risposta al crescente numero di infezioni, i ricercatori hanno esaminato le fonti d’acqua ospedaliere e hanno ritrovato M. chimaera nei circuiti d’acqua di alcuni HCD, in particolare, nel LivaNova 3T HCD utilizzato nella maggior parte degli ospedali di tutto il mondo. Inoltre, hanno isolato i batteri da campioni di aria prelevati durante alcuni interventi chirurgici effettuati con il supporto del LivaNova HCD, suggerendo la trasmissione del micobatterio attraverso le particelle d’aria.

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Per evitare futuri casi di infezioni invasive da M. chimaera, i ricercatori hanno messo a punto le seguenti raccomandazioni:

  • Garantire la netta separazione tra gli HCD contaminati e l’aria degli ambienti sanitari considerati critici;
  • Educare i medici sui rischi e pericoli connessi all’infezione da Mchimaera;
  • Tenere sotto stretto controllo i pazienti che hanno avuto un intervento chirurgico a cuore aperto, che hanno subito un trapianto di cuore o coloro che sono stati esposti a dispositivi di assistenza ventricolare e mostrano febbri prolungate e inspiegabili.

    “Mentre la nostra comprensione delle cause e dell’entità dell’epidemia è sempre in crescita, diversi aspetti sulla gestione del paziente, sulla gestione dei dispositivi e soprattutto sulla riduzione dei rischi al minimo richiedono ancora un approfondimento”, ha detto Sommerstein.

    A tal proposito, ricordiamo che lo scorso 3 novembre a Ginevra, sono state presentate le nuove “Linee guida mondiali per la prevenzione dell’infezione del sito chirurgico”, queste, hanno lo scopo di salvare più vite umane possibile, ridurre i costi sanitari e arrestare la diffusione dei superbatteri. Esse includono un elenco di 29 raccomandazioni concrete elaborate da 20 dei maggiori esperti mondiali. Le raccomandazioni sono state pubblicate anche su “The Lancet Infectious Diseases” e sono state concepite per affrontare la crescente incidenza delle infezioni associate all’assistenza sanitaria.

    “Nessuno dovrebbe ammalarsi mentre sta ricevendo delle cure”, ha detto il dottor Marie-Paule Kieny, OMS, Vice Direttore Generale per i sistemi sanitari e l’innovazione. “Prevenire le infezioni chirurgiche non è mai stato più importante, ma è complesso e richiede una serie di misure preventive. Queste linee guida sono uno strumento prezioso per proteggere i pazienti.” Le infezioni del sito chirurgico sono causate da batteri che penetrano attraverso le incisioni fatte durante un intervento chirurgico. Minacciano la vita di milioni di pazienti ogni anno e contribuiscono alla diffusione della resistenza agli antibiotici. Nei paesi a basso e medio reddito, l’11% dei pazienti che si sottopongono a un intervento chirurgico acquisisce un’infezione. In Africa, il 20% delle donne che subisce un taglio cesareo va incontro ad una infezione della ferita, ciò compromette gravemente la loro salute e la loro capacità di prendersi cura dei bambini. Ma le infezioni del sito chirurgico non sono solo un problema dei paesi poveri. Negli Stati Uniti, incidono notevolmente sui tempi di degenza, con pazienti che trascorrono più di 400 000 giorni extra in ospedale, ed un costo aggiuntivo di 900.000.000 $ l’anno.

    E’ importantissimo quindi, prevenire le infezioni prima, durante e dopo l’intervento.

    Le linee guida comprendono 13 raccomandazioni applicabili nel periodo che precede un intervento chirurgico e 16 per la prevenzione delle infezioni durante e dopo l’intervento chirurgico. Si va da semplici precauzioni, come garantire che i pazienti facciano il bagno o la doccia prima dell’intervento, al modo migliore per il lavaggio delle mani prima di entrare in sala operatoria, fino ad una dettagliata guida su come e quando utilizzare gli antibiotici per prevenire le infezioni, quali disinfettanti utilizzare prima dell’incisione e quali punti di sutura applicare.

    “Prima o poi a molti di noi sarà necessario un intervento chirurgico, ma nessuno di noi vuole prendere un’infezione sul tavolo operatorio”, ha detto il dottor Ed Kelley, Direttore del Dipartimento di “Service Delivery” dell’OMS. “Con l’applicazione di queste nuove linee guida le equipe chirurgiche possono ridurre i danni, migliorare la qualità della vita, e fare la loro parte per fermare la diffusione della resistenza agli antibiotici”.

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    Fino ad oggi, non c’erano valide linee guida internazionali  e si riscontravano numerose incongruenze nell’interpretazione delle raccomandazioni nelle linee guida nazionali già esistenti. Le nuove linee guida sono valide per tutti i paesi e tengono conto della forza delle evidenze scientifiche disponibili, delle implicazioni di costo e di risorse, e dei valori e delle preferenze del paziente. Esse completano la “lista chirurgica di controllo per la sicurezza” dell’OMS che fornisce una vasta gamma di misure di sicurezza, dando raccomandazioni più dettagliate sulla prevenzione delle infezioni.

    Lo scopo è anche quello di arrestare la diffusione della resistenza agli antibiotici. Infatti, è importante sottolineare che le linee guida raccomandano che gli antibiotici devono essere utilizzati solo per prevenire le infezioni prima e durante l’intervento chirurgico, e non dopo, come spesso si fa.

    Fonte: SHEA, The Society for Healthcare Epidemiology of America; WHO, World Healt Organization.

    Antonella Ligato

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