Il reishi lotta per l’uomo contro le leucemie e i linfomi

Il reishi, chiamato Ganoderma lucidum, è un fungo saprofita, molto conosciuto ed utilizzato in Cina e in Giappone, che sembra essere efficace nella lotto contro alcuni tipi di tumori del sangue. Sono state riscontrate molte altre proprietà attive verso altri tumori ma quelle verso le leucemie sono le proprietà meglio descritte e comprovate.

reishi

Esistono diverse forme di leucemie. Ci sono quelle che producono cellule sanguigne immature, cioè più piccole del normale, dette “leucemie acute”, e ce ne sono altre che producono cellule grandi e deformi, cioè le “leucemie croniche”.

Alcuni studi effettuati in test di laboratorio dimostrano che il reishi stimoli la corretta formazione delle cellule sanguigne affette dal tumore. Altri studi, invece, hanno riscontrato la capacità di stimolare la distruzione delle cellule tumorali. Proseguendo con gli studi è stato osservato che il fungo riesca addirittura a limitare la formazione di cellule tumorali e allo stesso tempo di favorire lo sviluppo di quelle sane.

Concretamente, il fungo presenta precisi meccanismi di azione e sono coinvolti vari principi attivi presenti al suo interno.

Alcuni polisaccaridi contenuti dal reishi , detti GL-P, stimolano la maturazione dei monociti leucemici a cellule dendritiche. Questi effetti sono stati evidenziati nel caso di leucemie di tipo TPH-1. Altri composti, detti GLC, riducono la formazione di cellule tumorali nella leucemia di tipo K562 e allo stesso tempo sembrano stimolare la formazione di linfociti macrofagi del midollo osseo. Alcuni meccanismi d’azione validi riguardano la capacità di indurre apoptosi nelle cellule tumorali leucemiche di tipo HL-60. Per combattere le leucemie di tipo NB-4, invece, è stata osservata la capacità dei polisaccaridi dei reishi in combinazione con estratti della pianta Duchesnea chrysantha.

A seguito di questi risultati sono state confermate le potenzialità del Ganoderma lucidum che può essere un ottimo complemento per il trattamento delle leucemie e dei linfomi.

 

Alice Marcantonio

fonte: “Science”

Commenta per primo

Rispondi