Infezioni intestinali? Ci pensano le fibre!

E’ ormai risaputo che un’alimentazione ricca di fibre (quindi alimenti integrali, cereali, frutta e verdure) è assolutamente benefica per il nostro organismo, sia perché le fibre rappresentano un vero e proprio scudo all’assorbimento dei carboidrati facilitando la loro digestione, sia perché le fibre supportano la flora batterica intestinale nella “lotta” ai microrganismi patogeni. A prendere in esame ciò che accade se i nostri batteri intestinali non ricevono la giusta quantità di fibra, è uno studio pubblicato su Cell e condotto da un team internazionale guidato da Eric Martens, professore di microbiologia presso l’Università del Michigan Medical School. I ricercatori hanno trapiantato su topi fatti nascere senza microbiota (l’insieme dei microorganismi simbiotici che vive nel nostro intestino), 14 batteri che normalmente vivono nell’intestino umano. Hanno, quindi, infettato i topi con l’ E. coli ed esaminato l’impatto di diete con quantità diverse di fibre. In topi che avevano ricevuto una dieta costituita dal 15% di fibra, ovvero cereali, frutta e ortaggi, l’infezione indotta non ha attecchito. Il loro strato di mucosa intestinale, ovvero lo spessore che riveste le cellule epiteliali dell’intestino, è rimasto intatto, proteggendoli dall’infezione. Ma quando gli scienziati hanno sostituito la dieta con una totalmente senza fibra, i batteri intestinali hanno cominciato ad attaccare la mucosa intestinale e in breve tempo i batteri hanno iniziato a invadere la parete del colon. I batteri intestinali, hanno osservato i ricercatori, si nutrono di fibra. Se manca viene innescata una maggiore produzione di enzimi muco-degradanti, che assottigliano lo spessore della mucosa, diminuendone la funzione di barriera contro microrganismi dannosi e rendendo l’intestino più vulnerabile a infezioni.

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Le fibre, oltre a questo importante ruolo protettivo per il nostro intestino, rivestono un ruolo cruciale anche per altri aspetti; In particolare, le fibre insolubili aiutano a prevenire la costipazione grazie all’aumento della massa fecale ed alla diminuzione del transito intestinale. Gli acidi grassi a catena corta, prodotti quando le fibre sono fermentate dai batteri intestinali, sono un’importante fonte di energia per le cellule del colon e potrebbero inibire la proliferazione di cellule tumorali intestinali. Migliorando la funzione intestinale, le fibre possono ridurre il rischio di malattie quali la diverticolosi o le emorroidi e potrebbero avere un effetto protettivo sul cancro intestinale. In aggiunta a ciò, le fibre solubili possono rallentare la digestione e l’assorbimento dei carboidrati e quindi ridurre il picco glicemico postprandiale e la risposta insulinica. Questo può essere utile ai soggetti diabetici per migliorare il controllo dei loro livelli di glucosio nel sangue. I risultati di studi epidemiologici identificano, inoltre, un altro ruolo delle fibre alimentari nella prevenzione delle coronaropatie cardiache grazie al miglioramento dei livelli lipidici nel sangue. Per poter ottenere tutti questi benefici delle fibre alimentari è  molto importante variare la loro fonte nell’alimentazione. Diete ricche di frutta, verdure (cavoletti di Bruxelles, carciofo, cipolla, aglio, mais, piselli, fagioli verdi, broccoli), lenticchie/fagioli e cereali integrali non solo forniscono fibre ma anche altri nutrienti e componenti alimentari essenziali per una buona salute.

Fabrizio Visino

Fonti: Eufic.org, Cell

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