Il DNA estraneo che causa la leucemia!

La notizia arriva da un gruppo di ricerca italiano dell’Università Statale di Milano e dell’Ospedale Niguarda, ed è strabiliante: alla base della leucemia mieloide acuta ci potrebbe essere un’origine batterica o virale.aotc-pariacoto-virus-pav-1920x1080

Una notizia che ha il sapore dell’assurdo, perché, nonostante non sia la prima volta che la ricerca prova che i virus ed i batteri siano associati all’oncogenesi, è il primo caso in cui l’azione tumorale del virus non è causata dall’induzione dell’infiammazione nel nostro organismo.

Lo studio, condotto dal gruppo composto da Francesca Lazzaroni, Luca Del Giacco, Daniele Biasci, Mauro Turrini, Laura Prosperi, Roberto Brusamolino, Roberto Cairoli e Alessandro Beghini, è appena stato pubblicato dal prestigioso giornale Scientific Reports con il titolo “Intronless WNT10B-short variant underlies new recurrent allele specific rearrangement in acute myeloid leukaemia”.untitled

Il gruppo è partito con l’obiettivo di scoprire qualcosa in più delle origine genetiche di questo tremendo tumore, indagando il player ritenuto il maggior responsabile della patologia, WNT (causa della proliferazione incontrollata delle cellule cancerose).

Siamo andati a ritroso e ci siamo chiesti chi impartisse questo ordine in grado di attivare una proliferazione senza interruzione – spiegano Alessandro Beghini, dell’Università degli Studi di Milano, e Roberto Cairoli, direttore dell’ematologia del Niguarda – e, grazie a una serie di tecniche di biologia molecolare, siamo riusciti a identificare una variante dell’oncogene WNT10B”. shutterstock_118149964

La serie di esperimenti condotti ha portato a scoprire delle sequenze di DNA non umano, che potrebbe essere quindi virale o batterico, all’interno del genoma di pazienti ammalati di leucemia mieloide acuta.

Inizialmente sono partiti dall’over-espressione in vivo di questa proteina per ricreare il fenotipo aberrante trovato nel tumore (over-esprimendo Wnt in embrioni di Zebra-fish, cosa che ha portato ad un’espansione aberrante delle regioni dove si sarebbe sviluppato il tessuto ematopoietico), ed hanno ottenuto importanti risultati, che hanno confermato l’influenza di questa proteina sul processo di ematopoiesi. In seguito a questi risultati positivi si sono focalizzati sui marker proteici dei precursori ematopoietici, dimostrando che l’up-regolazione di Wnt10b causava l’espansione di queste popolazioni cellulari a scapito di altre popolazioni più differenziate, come i neutrofili circolanti, condizione che ricalca quella vista in pazienti pre-leucemici dove si è vista un’espansione delle cellule staminali ematopoietiche caratterizzato dallo sbilanciamento in circolo tra cellule immature e cellule differenziate.mitochondrial-eve
Avendo individuato un valido candidato, i ricercatori hanno cercato di stabilire un link tra questo gene e la malattia, analizzando la sequenza genomica sia nei pazienti affetti da AML che in individui sani.

Ed hanno scoperto qualcosa che nessuno si aspettava di trovare: una sequenza genica non umana all’interno del gene WNT10B, che nella forma ri-arrangiata è stato chiamato WNT10BR, in tutti i pazienti ammalati o a rischio AML. L’origine del DNA non umano, che si estende al 5’ del locus di WNT10B, non è stato ancora identificato, ma assomiglia molto ad un transposable DNA (sequenze di DNA che “saltano” da una parte all’altra del genoma).
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La sequenza estranea è stata trovata del 56% dei pazienti affetti da AML dei 125 di cui si è analizzato il genoma, questo dato sostiene l’idea che sia proprio questa sequenza ad avere un ruolo cruciale nel provocare il fenotipo leucemicola-mappa-del-genoma

Questi risultati sono coerenti con le recenti evidenze che dimostrano che il DNA esogeno si integra nel genoma somatico umano più frequentemente nei tumori che nelle cellule normali. È possibile che integrazioni virali o batteriche si siano integrate “by lateral gene transfer” ed abbiano causato un’alterazione dell’espressione genica, che potrebbe essere alla base soprattutto dell’AML ma anche di altri cancri come il breast cancer triple negative (nelle cui cellule è stata trovata la stessa sequenza). 

Oggi, in Italia, in base alle stime dell’Associazione Italiana Registri Tumori, si registrano poco più di 2.000 nuovi casi di leucemia mieloide acuta: 1.200 tra gli uomini e 900 tra le donne; inoltre l’AML rappresenta il 13% delle leucemie tra i bambini di età compresa tra 0 e 14 anni. dna

Una patologia non da poco per cui, sembra, dobbiamo ringraziare uno misterioso e sconosciuto virus.

È una scoperta importantissima – concludono i ricercatori -, che negli anni a venire richiederà una serie di approfondimenti per risalire alla specie a cui il Dna appartiene, e per chiarire i meccanismi che hanno portato alla sua incorporazione nell’uomo”.

Fonti: Scientific Reports  Intronless WNT10B-short variant underlies new recurrent allele specific rearrangement in acute myeloid leukaemia”, Francesca Lazzaroni, Luca Del Giacco, Daniele Biasci, Mauro Turrini, Laura Prosperi, Roberto Brusamolino, Roberto Cairoli e Alessandro Beghini

Laura Tasca

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