Batteri “accecati” evitano l’uso degli antibiotici

Molti batteri sono riusciti a trovare uno scudo all’azione aggressiva degli antibiotici creando difficoltà nelle cure delle infezioni. L’ostacolo della sopravvivenza dei batteri patogeni rimane per gli scienziati uno dei principali obiettivi da superare.

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Il recente modello proposto dalla  UT Southwestern Medical Center, sembra essere un’ottima alternativa all’uso degli antibiotici, togliendo potere ai microrganismi resistenti. Lo studio condotto sui topi, ha riprodotto casi di infezioni provocate da ustioni gravi. Il 75% della mortalità nei pazienti con bruciature estese per il 40% del corpo è associata ad infezioni. Pseudomonas aeruginosa, patogeno letale per i pazienti ustionati, è stato protagonista di tale ricerca.

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Nelle prime fasi d’infezione, i batteri utilizzano delle molecole di adesione (adesine) per poter legarsi alle cellule. Oltre alle adesine specifiche per ogni batterio, è stata individuata una molecola polivalente MAM7 appartenente alla famiglia delle adesine e utilizzata principalmente da batteri gram-negativi, tra cui P. aeruginosa.

Dr.ssa Anne-Marie Krachler  della McGovern Medical School alla The University of Texas Health Science Center a Houston (UTHealth), quando lavorava alla UT Southwestern, durante un esperimento scoprì che eliminando MAM7, i batteri non riuscivano a provocare infezioni. Quindi i ricercatori hanno intuito che senza uccidere i batteri, ma agendo solo sulla virulenza, è un metodo efficace per non indurre la resistenza batterica. Successivamente, la Dott.ssa Krachler ha prodotto in laboratorio una molecola inibitrice di MAM7 composta da un’impalcatura di microsfere polivalenti e insieme ai co-autori Dr. Kim Orth, Prof. di biologia molecolare e biochimica presso la UT Southwestern e Dr. Wolf , Vice Presidente al Golden Charity Guild Charles R. Baxter, ha evidenziato una riduzione dei batteri nelle infezioni nelle prime 24 ore dopo la somministrazione. L’inibitore ha bloccato il contagio dei tessuti adiacenti per i successivi tre giorni.

La somministrazione per via atopica, ha permesso alle microsfere inibitrici di raggiungere velocemente il sito di legame e per quattro giorni, sono rimaste ancorate al sito senza ostacolare la guarigione dei topi. “Accecare” i batteri senza incidere sulla loro sopravvivenza, impedendo di trovare il sito di legame, ostacola l’attacco alle cellule e induce ugualmente la guarigione senza l’uso di antibiotici. Il brevetto potrà essere esteso alle infezioni provocate da ulcere diabetiche e ferite chirurgiche. I nostri ricercatori si avvicinano sempre di più all’obiettivo, sperando che tali alternative alle cure antibiotiche siano efficaci anche sull’uomo.

Veronica Nerino

Fonte:

Study identifies a way to prevent burn injury infection without antibiotics – UT Southwestern

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