Rotavirus e celiachia nei bambini: importante associazione da non sottovalutare

I rotavirus sono virus della famiglia Reoviridae e sono distinti in ben 7 differenti gruppi (da A a G). Le infezioni umane da rotavirus sono principalmente causate da virus del gruppo A, responsabili di di gastroenterite acuta nei bambini più piccoli e di infezioni intestinali in numerose specie animali. Questi virus sono trasmessi per via oro-fecale: una modesta dose infettante (<100 particelle virali) è sufficiente per la diffusione mediante il contatto tra individui infetti, ma anche attraverso acqua e cibo o a causa di una contaminazione ambientale. Si ritiene, inoltre, che sia probabile anche una trasmissione per via aerea attraverso “goccioline” respiratorie. La diffusione da persona a persona attraverso la contaminazione delle mani è probabilmente la più diffusa negli ambienti comunitari, in particolare negli asili nido. Nelle mense e negli altri luoghi destinati a ristorazione collettiva, il rotavirus può essere trasmesso quando un operatore che ha contratto l’infezione maneggia alimenti che non richiedono la cottura, come per esempio insalata, frutta e altre verdure fresche, senza lavarsi accuratamente le mani.

Una volta ingerito, il virus, molto resistente all’acidità gastrica, raggiunge l’intestino tenue dove infetta gli enterociti maturi; dopo un periodo di 18-36 ore, la superficie epiteliale delle cellule del tenue viene distrutta con appiattimento dei villi. Le manifestazioni cliniche consistono in diarrea profusa e prolungata (fino a 7 giorni), vomito e febbre. Recentemente, inoltre, è stato visto che l’infezione da rotavirus in alcuni casi potrebbe non restare localizzata al solo tratto digerente ma divenire persino sistemica con diffusione ad altri organi, tra cui il sistema nervoso.

Al microscopio a scansione elttronica, i rotavirus hanno il caratteristico aspetto a ruota (dal latino rota), hanno un diametro di 70 nm e sono costituiti da tre strutture capsidiche icosaedriche.

La gastroenterite da rotavirus è diffusa in tutto il mondo. In Europa e nel resto delle zone temperate del pianeta, il virus si presenta con picchi di incidenza stagionale che si verificano nel periodo invernale tra novembre e marzo. Nei Paesi tropicali si possono verificare picchi di incidenza, ma il virus è presente sostanzialmente tutto l’anno. E’ molto importante, quando si parla di rotavirus, tenere in considerazione gli effetti che questa infezione può provocare sui bimbi più piccoli. Nei bambini tra i 6 e i 24 mesi, infatti, la diarrea si può presentare molto severa e causare disidratazione; in aggiunta a ciò, l’aver contratto il virus una volta non dà immunità sufficiente, anche se le infezioni che si contraggono negli anni successivi e in età adulta tendono a presentarsi in forma più leggera. Se nei Paesi occidentali, questa gastroenterite può avere complicanze gravi soprattutto nelle persone anziane e negli immunodepressi, nei paesi del Sud del mondo, i rotavirus causano la morte di almeno 600.000 bambini ogni anni per forte diarrea, tanto che l’Organizzazione mondiale della sanità ha definito questa malattia una vera emergenza sanitaria.

Recenti studi hanno rilevato un’associazione tra la frequenza di infezioni da rotavirus e il rischio di sviluppare celiachia in bambini geneticamente predisposti. E’ stato ipotizzato, infatti, che i rotavirus potrebbero partecipare attivamente alla patogenesi della celiachia con un meccanismo di mimetismo molecolare. Una proteina del virus, nota come VP7, risulta essere omologa, infatti, ad un auto-antigene riconosciuto dalle IgA dei soggetti affetti da celiachia in fase attiva che non hanno eliminato il glutine dalla dieta (soggetti con celiachia non ancora diagnosticata). Si ipotizza, quindi, che quando un soggetto geneticamente predisposto alla celiachia viene infettato da rotavirus, produce anticorpi che riconoscono VP7 scatenando una forte risposta infiammatoria. Uno studio recente, incentrato su bambini della Serbia, ha dimostrato come si possa parlare di “celiac crisis” (che per definizione è una sindrome grave che può svilupparsi nei pazienti celiaci e caratterizzata da diarrea profusa e severi disturbi metabolici) in una numerosa popolazione di bimbi colpiti da infezioni gastrointestinali che hanno esacerbato il morbo celiaco. Un ulteriore lavoro, pubblicato su Clinical gastroenterology and hepatology, ha dimostrato che le infezioni gastrointestinali aumentano le probabilità di sviluppare il morbo celiaco ma questo rischio è correlato ad una serie di fattori quali allattamento al seno materno, consumo di glutine, fattori genetici, dieta e soprattutto vaccinazione contro i rotavirus.

In Italia oltre 400.000 bambini vengono colpiti ogni anno dalla gastroenterite e il rotavirus rappresenta il principale agente eziologico. Di questi casi, circa 322.000 episodi si risolvono con la sola assistenza al domicilio del piccolo, 80.500 quelli che necessitano di una visita ambulatoriale, mentre oltre 10.000 vengono ospedalizzati. Non tutti sanno, però, che per prevenire l’infezione da rotavirus esistono due vaccini, entrambi sicuri, ben tollerati e soprattutto molto efficaci. Si assumono per via orale e sono raccomandati da tutte le Società Scientifiche nazionali e internazionali. Vanno, però, assunti in due o tre dosi, a seconda del prodotto, entro il sesto mese di vita e tuttora il loro utilizzo è molto scarso nel nostro Paese. Soltanto alcune regioni come Piemonte, Toscana, Lazio, Basilicata, Calabria e Puglia, prevedono un regime di co-partecipazione della spesa da parte delle famiglie. Nelle altre il vaccino non viene offerto e, se pur i genitori potrebbero acquistarlo a prezzo intero in farmacia, spesso non sono informati della possibilità di prevenzione dell’infezione da rotavirus.

Fabrizio Visino

Fonti: Principi di Virologia Medica, Antonelli.

https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/26931303

https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/27840181

www.epicentro.iss.it

 

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