Giardia lamblia e la giardiasi

Giardia lamblia è un protozoo parassita che si può rinvenire in tutto il globo. Osservato per la prima volta nel 1681, è la causa della malattia nota come giardiasi. Come si presenta questo parassita? Come si può prevenire ed eventualmente curare? Scopriamolo insieme!

Giardia lamblia, nota anche come Giardia intestinalis o Giardia duodenalis, è un protozoo flagellato parassita dell’uomo e di altri mammiferi, della famiglia Hexamitidae. È la causa della patologia nota come giardiasi (detta anche lambliasi o giardia), che si presenta con sintomi gastrointestinali.

G. lamblia si può rinvenire in due stadi durante il suo ciclo vitale: lo stadio trofozoita (Fig.1) e lo stadio di ciste (Fig.2). Il primo è lo stadio vegetativo e attivo,

Fig.1: Trofozoiti di Giardia lamblia. Questa specie è facilmente riconoscibile per la caratteristica forma a goccia e i numerosi flagelli.

Binucleato con un aspetto “a goccia” lunga circa 12-15 mm e larga circa 5-9 mm, portatore di quattro paia di flagelli, di un disco ventrale (con il quale aderisce alla mucosa dell’ospite e ne assume il nutrimento tramite pinocitosi) e uno o due corpi mediani a forma di artiglio. Il secondo stadio invece è una forma di resistenza sferica e rigida con un diametro di circa 5-10 mm portatrice di ben 4 nuclei. La capacità di resitere alle condizioni sfavorevoli è data dalla presenza di uno strato esterno di circa 0,3-0,5 mm di spessore composta da uno strato esterno filamentoso formato da una rete di filamenti spessi dai 7 ai 20 nm formati a loro volta da 4 proteine con peso molecolare di 29, 75, 88 e 102 kDa e da una porzione glicosidica di N-acetilgalattosammina, e uno strato interno composto da due membrane.

Il ciclo vitale di G. lamblia inizia con l’ingestione di alimenti o acqua contaminata dalle cisti del parassita, ma anche tramite contatto con persone che non si sono lavate adeguatamente le mani. Una volta ingerita la ciste arriva nello stomaco, dove resiste all’ambiente fortemente acido caratteristico di questo organo, e successivamente nell’intestino tenue, diventando trofozoita. È in questo momento che il parassita si attacca alla mucosa dell’ospite e inizia a replicarsi per scissione binaria, scatenando la malattia. Infine alcuni trofozoiti s’incistano nuovamente e vengono espulsi con le feci.

Fig.2: ciste di Giardia lamblia

La malattia scatenata da Giardia lamblia è la giardiasi, che può rimanere asintomatica oppure presentarsi con sintomi come diarrea, eruttazione, flatulenza, dolore nella parte alta dell’addome, astenia e crampi addominali. Solitamente l’infezione si risolve in 4-6 settimane, ma alcuni pazienti possono sviluppare una sindrome da malassorbimento cronico, che se persistente può portare a disordini nutrizionali.

La diagnosi viene effettuata ricercando i trofozoiti nel succo enterico o tramite biopsia, oppure le cisti nelle feci.

La terapia con farmaci viene consigliata alla comparsa dei sintomi e consiste nella somministrazione di Metronidazolo come farmaco d’elezione, ma anche Tinidazolo, Nitazoxanide, Paromomicina e Albendazolo.

La prevenzione consiste nel lavarsi bene le mani dopo essere stati in bagno e prima di maneggiare gli alimenti, lavare bene questi ultimi e bollire l’acqua nelle zone a maggior rischio.

I dati epidemiologici mostrano come i più colpiti siano i bambini di età compresa da 1 e 4 anni e nei giovani tra i 20 e i 40 anni, per abitudini legate ai viaggi o per l’accudimento dei bambini. Nei paesi in via di sviluppo la diarrea si presenta nel 20% dei pazienti, mentre in quelli industrializzati nel 3-7%. Questa diversità è dovuta soprattutto alle condizioni igieniche dell’acqua. Ad ogni modo, attualmente non viene consigliata ai viaggiatori nessuna profilassi.

Concludo con l’ormai solita curiosità di carattere storico: il genere è stato osservato per la prima volta da Antoni van Leeuwenhoek (1681) che osservò al microscopio le proprie feci diarroiche, e successivamente da Vilém Lambl nel 1859 da cui deriva il nome della specie Giardia lamblia.

Andrea Borsa

PER APPROFONDIMENTI: Rodney D. Adam, Biology of Giardia lamblia, Clinical Microbiology Reviews, Luglio 2001, p. 447-475

FONTI: Farmaco e cura, epicentro.iss.it, My-personaltrainer.it, epicentro_epidemiologia, NCBI

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