La banca più pericolosa della Terra si trova nei pressi di Londra

Una delle banche più pericolose della Terra si trova nei pressi di Londra e, al suo interno, non custodisce soldi, bensì una vasta gamma di agenti infettivi. Si tratta della “PHE – Culture Collections”, la più antica biobanca al mondo che, con circa un secolo di vita (è stata fondata nel 1920 dal  batteriologo Frederick William Andrewes), si presenta come la custode di 4 collezioni uniche di linee cellulari e ceppi microbici di provenienza nota: 40mila linee cellulari (ECACC), 400 virus (NCPV), 5mila colture batteriche (NCTC) e 4 mila ceppi di funghi (NCPF).

A cosa serve?

Questa biobanca offre un servizio straordinario: conserva e invia per posta, in pacchi infrangibili, migliaia di microrganismi  (anche i più pericolosi) agli scienziati di tutto il pianeta, che utilizzano questo materiale per analizzare e determinare gli effetti che droghe, cosmetici, radiazioni, virus, sostanze chimiche e biologiche hanno sulle cellule umane e, da qui partire, per scoprire nuove vaccinazioni.

Come si ordina?

Accedere al sito www.phe-culturecollections.org.uk è molto semplice, ma, per poter avere accesso alle “collezioni” e poter ordinare il materiale d’interesse, l’iter è complesso. Bisogna, per prima cosa, registrarsi al sito e attendere la verifica delle proprie credenziali (processo che può durare anche 2/3 mesi) per evitare che il materiale possa finire nelle mani sbagliate. Per poter ordinare e ricevere, occorre, infatti, essere uno studioso di un laboratorio – pubblico o privato – dotato delle necessarie strutture di sicurezza e, in più, è  necessario compilare un modulo per spiegare lo scopo dell’ordine, impegnandosi a non cederlo a terzi.          I Paesi dove è più difficile inviare il materiale biologico sono quelli arabi, l’Iran e le nazioni meno sviluppate, che, spesso,  non dispongono delle strutture idonee per lo studio e la conservazione di questi microrganismi, ma anche gli USA e l’Australia, per le severe leggi che regolano il trasporto di questo materiale.                          In generale, è, quindi, più semplice inviare in Europa che fuori.

Come avviene il trasporto?

I batteri viaggiano in fiale: vengono disidratata,  togliendo loro il 97% dell’acqua, poi si rimuove l’aria è si sigilla la fiala a fuoco (in queste condizioni possono sopravvivere anche 50 anni).                                                 I virus, invece, sono liofilizzato in piccole provette di plastica, oppure in sospensione liquida, e inseriti in un contenitore con ghiaccio secco che li mantiene a -80°C. Si può richiedere anche solo l’RNA estratto dal virus: non è infettivo ed è usato per fare la diagnosi delle infezioni.                                                                                       Tutti i prodotti viaggiano in confezioni infrangibile.  Un’équipe di 20 persone è dedicata solo alla logistica: prepara il materiale, lo impacchetta e lo affida a uno dei due corrieri specializzati, reclutati dal governo britannico. La spedizione viene monitorata fino alla consegna. I microrganismi viaggiano anche in senso inverso: gli scienziati che scoprono nuovi focolai di infezione, oppure la mutazione di batteri o virus già noti, possono inviarli alla banca perché li conservi per future ricerche.

Alcune curiosità

I microrganismi più pericolosi della collezione britannica sono:                                                                                   – tra i batteri: Bacillus anthracis  (causa l’antrace), Francisella tularensis (tularemia), Yersinia pestis  (peste), Salmonella typhi (febbre tifoide), Mycobacterium tuberculosis  (tubercolosi), Brucella  (brucellosi).                       – tra i virus: Zaire ebolavirus (ebola), virus della febbre gialla e virus dengue.

L’articolo più caro della banca appartiene alla collezione delle linee cellulari ed è il cancro alla cervice uterina, il cui costo è di 574 €, laddove il più economico è lo Zaire ebolavirus, che si può ricevere gratuitamente, pagando solamente le spese di spedizione.

Il batterio più antico conservato è lo Shigella flexneri, isolato dal corpo di un soldato della Prima Guerra Mondiale, morto a causa della dissenteria.

 

Emanuela Pasculli

Fonte: Focus

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