Sindrome da shock tossico nel periodo mestruale: rara ma estremamente pericolosa

ciclo mestruale

Si tratta di una sindrome causata da un’esotossina stafilococcica e caratterizzata da febbre alta, eruzioni cutanee, vomito, diarrea, stato confusionale, che può progredire rapidamente verso uno stato di shock grave e intrattabile.

I ceppi di Staphylococcus aureus che sono produttori della tossina dello shock tossico (TSST-1), codificata da un gene a localizzazione cromosomica, sono la causa principale dello shock tossico da stafilococco, in inglese Toxic shock syndrome (TSS), una patologia descritta per la prima volta nel 1978 da un pediatra di Denver, James K. Todd, in 7 bambini tra gli 8 e i 17 anni di età. Agli inizi degli anni ’80, centinaia di casi vennero registrati in donne durante il periodo mestruale. Si vide successivamente che la sindrome era riconducibile ad una elevata colonizzazione vaginale ad opera di ceppi “tossigeni” di Staphylococcus aureus, favorita dall’ambiente creato dalla presenza del liquido mestruale, l’aumento del pH vaginale durante il periodo mestruale e dal contemporaneo uso di particolari tamponi assorbenti a collocazione intravaginale. Nel 1980 la stima dell’incidenza della TSS tra le giovani donne durante il periodo mestruale era di 13.7 ogni 100.000 individui. Negli anni successivi, grazie all’introduzione di alcuni cambiamenti produttivi e alla rimozione dal mercato di alcuni prodotti, l’incidenza della TSS associata all’uso dei tamponi interni ha registrato una diminuzione arrivando alle attuali stime di 1 ogni 100.000 individui, con tassi di mortalità che variano dal 4% al 15%, in cui le giovani donne costituiscono il gruppo più a rischio. Oltre alla forma “mestruale” della sindrome da shock tossico associata generalmente all’utilizzo improprio degli assorbenti interni, esiste una forma “non mestruale” meno diffusa, correlata a gravi infezioni, anche di origine nosocomiale, che può interessare uomini, bambini e persone di tutte le età.

staphyloccoccus aureus

Diverse specie di stafilococchi fanno parte della normale flora microbica dell’uomo e degli animali: si ritrovano sulla cute, sulle mucose del tratto respiratorio e gastrointestinale e nella flora vaginale. Tra di esse, la più importante è lo Stafilococcus aureus. La tossina TSST-1, prodotta da S. aureus, è simile alle enterotossine stafilococciche ed alle tossine pirogeniche streptococciche con le quali divide i caratteri di pirogenicità e superantigenicità che sono alla base della patologia, ma ha anche alcuni caratteri peculiari come, soprattutto, la capacità di diffondere in circolo attraverso le mucose senza la necessità della preventiva colonizzazione batterica e della conseguente lesione dell’epitelio mucoso. La sindrome da shock tossico presenta un decorso clinico molto grave e i sintomi peggiorano rapidamente nel corso di un breve periodo di tempo. L’esordio è improvviso e caratterizzato da febbre alta (oltre i 39°C), eruzione cutanea (simile all’eritema), ipotensione, vomito, diarrea, dolori muscolari e desquamazione della pelle, che nell’arco delle 48 ore possono evolvere con danno epatico e renale.

Le donne, e soprattutto quelle che fanno uso degli assorbenti intravaginali, che costituiscono il gruppo più a rischio, dovrebbero conoscere questa tossinfezione, eppure ogni caso di sindrome da shock tossico fa notizia. Per onore di cronaca vorrei ricordare il caso di una giovane donna britannica che, nel 2014, proprio a causa della TSS è rimasta in coma per 8 giorni, per poi risvegliarsi senza riconoscere i suoi familiari. Il caso recente più clamoroso è quello della modella 24enne Laura Wasser che ha subito l’amputazione di una gamba a causa della sindrome da shock tossico legata all’uso non corretto di un assorbente interno.

La TSS è una malattia rara, ed è quindi estremamente importante non demonizzare gli assorbenti intravaginali che restano sempre uno strumento utile per l’igiene femminile, basta usarli solamente nel modo corretto. La salute è uno dei beni più preziosi e quindi è importante incoraggiare la conoscenza sulle patologie più diffuse, su come prevenirle, riconoscerle e affrontarle.

Maria Laura Luprano

Fonti:

DeVries et al. 2011. Staphylococcal Toxic Shock Syndrome 2000–2006: Epidemiology, Clinical Features, and Molecular Characteristics. PlosOne 6(8)

Vostral et al. 2011. Rely and toxic Shock Syndrome: A technological Health crisis. Yale Journal of Biology and Medicine 84

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