Toxoplasmosi e sadomasochismo, come un parassita manipola le nostre preferenze sessuali

Il sadomasochismo incuriosisce da sempre gli psicologi, la varietà di teorie che si sono susseguite per spiegare perché alcune persone siano sessualmente attratte dal dolore sono molto numerose (tra queste si annoverano il desiderio di potere, l’alleviamento dello stress ed il rilascio di endorfine).

Oggi un nuovo studio esplora una possibilità diversa, cioè che alcune persone possano sviluppare una preferenza per il sadomasochismo dopo essere stati infettati da un parassita comune chiamato Toxoplasma gondii. La toxoplasmosi, secondo uno studio svolto dal Centers for Disease Control and Prevention, è molto diffusa e colpisce il 22% delle persone sopra

i 12 anni negli Stati Uniti, raggiungendo il 95% in alcune popolazioni. I gatti, in quanto “contenitori” del parassita (cioè l’unica specie dove questo parassita può riprodursi), svolgono un importante ruolo nella sua diffusione (nonostante questo non è il caso di sbarazzarsi dei nostri amici pelosi, basta seguire alcune semplici regole Toxoplasmosi e gatti: piccole accortezze per abbattere il rischio). Abbiamo già parlato nel dettaglio di questo parassita e del suo ciclo vitale in questo articolo Toxoplasma gondii, il burattinaio .

L’effetto manipolatore di questo parassita nei confronti di topi e ratti è già stato confermato da numerose ricerche, è stato dimostrato infatti che roditori infettati presentino un netto ritardo nei tempi di reazione, elevati livelli di attività e meno paura in presenza di gatti — sintomo definito “fatal attraction” —  loro predatori, nonché goal del nostro parassita. Questo comportamento è stato riscontrato anche nei primati infetti, che mostrano meno paura quando sentono l’odore di pipì di grandi felini (loro predatori).

In uno studio del 2014, che indagava su cosa succedeva nei cervelli di ratti infetti, i ricercatori hanno trovato che il parassita aveva indotto cambiamenti genici che avevano alterato i circuiti solitamente attivati dall’odore di urina di gatto; in presenza di Toxoplasma gondii invece di circuiti paura-stimolante l’odore andava ad accendere circuiti associati a comportamento sessuale.

Quando Jaroslav Flegr, biologo evolutivo alla Charles University di Praga, venne a conoscenza di questi risultati, nello specifico dello switch da paura ad attrazione sessuale nel cervello dei roditori infetti, si chiese se la stessa cosa sarebbe potuta accadere anche nel cervello di esseri umani.

Nel suo studio lui ed un collega hanno proposto un sondaggio online a migliaia di persone in Slovacchia e Repubblica Ceca che hanno risposto a più di 700 domande volte a valutare sia i comportamenti che le preferenze sessuali. Questo sondaggio aveva evidenziato come ci fosse una più alta preferenza verso pratiche sessuali considerate estreme (bondage o sadomasochismo) in soggetti infetti, sia uomini che donne.

Benché lo studio abbia trovato solo un leggero effetto della toxoplasmosi sulle preferenze sessuali, soprattutto negli uomini, i risultati hanno attirato l’attenzione sulla possibilità che questo parassita possa colpire o meno il comportamento e la salute umana. Il lavoro, a detta del suo autore, potrebbe anche contribuire a delucidare il rapporto complesso tra paura e sesso anche in persone che non sono state infettate.

Toxoplasma gondii ha avuto successo nell’evidenziare che gli stimoli legati al sesso e quelli collegati alla paura attivano zone molto simili del cervello, ma anche senza questo parassita esisterà una correlazione tra paura e sesso”.Nell’idea di Flegr, il messaggio più importante non è tanto l’influenza sui desideri sessuali bensì la possibilità che la toxoplasmosi minacci la nostra salute in modi che non sono ancora completamente noti. In tal senso si stanno facendo passi da gigante, sono state infatti trovate associazioni con malattie mentali come la depressione o la schizofrenia (Toxoplasmosi, infiammazione e disturbo bipolare: l’importante legame tra sistema immunitario e patologie psichiatriche) e, in uno studio più recente in via di pubblicazione, Flegr sostiene di aver trovato una correlazione tra l’infezione del parassita e alcune malattie comuni come malattie cardiache e alcuni tipi di cancro.

Ma prima di poter trarre delle conclusioni causa – effetto sul fatto che la toxoplasmosi potrebbe influenzare le preferenze sessuali o qualsiasi altro tipo di comportamento umano, gli studi devono essere ancora ripetuti e validati, dice Karen Sugden, studiosa di biologia e comportamento presso la Duke University di Durham, North Carolina.Il comportamento umano è molto difficile da studiare a causa dei numerosi fattori che influenzano le scelte che facciamo; ma se un parassita, che si sviluppa da un animale domestico molto diffuso, risultasse incidere veramente sul nostro comportamento, la toxoplasmosi potrebbe diventare un importante problema di sanità pubblica“, ha aggiunto la dottoressa Sugden, e conclude “Abbiamo ottenuto molti risultati contrastanti riguardo agli effetti della toxoplasmosi sul comportamento, quindi al momento il caso è ancora aperto”.

Fonte: Is Toxoplasma Gondii Infection Related to Brain and Behavior Impairments in Humans? Evidence from a Population-Representative Birth Cohort, Karen Sugden, Terrie E. Moffitt, Lauriane Pinto, Richie Poulton, Benjamin S. Williams, Avshalom Caspi, Published o February 17, 2016 on PLOS ONE

Laura Tasca

Commenta per primo

Rispondi