Le resistenze batteriche e l’importanza del bugiardino

Il termine resistenza, che nella vita di tutti i giorni ha un’accezione molto spesso positiva, in ambito microbiologico si carica di una connotazione oscura. Infatti, la resistenza batterica è una capacità che il batterio acquisisce, tramite errori di duplicazione del proprio genoma o acquisizione di materiale genetico sotto forma di plasmide, e che gli permette un sostanziale vantaggio evolutivo (una fitness migliore) rispetto ai suoi simili. Questo nuovo batterio ha quindi qualcosa di nuovo, o di diverso, che cambia le carte in tavola, permettendogli ad esempio di sfruttare meglio un terreno povero di risorse o di essere immune a certi antibiotici (naturali o meno che siano). Questo quid in più permette al batterio di vivere meglio rispetto agli altri, duplicarsi più velocemente o, nelle situazioni più ostiche, semplicemente sopravvivere. In ultima analisi, ciò gli permette di vincere una gara molto importante, quella della selezione naturale: quel batterio sarà più adatto a sopravvivere e questo potrà determinare, col tempo, l’estinzione degli altri batteri nella nicchia ecologica condivisa.

Il concetto di resistenza è affascinante ed inquietante allo stesso tempo, se si pensa che l’assunzione di un antibiotico quando si sta male è sì un rimedio a numerose infezioni batteriche, ma costituisce anche una forte pressione selettiva all’interno di quella nicchia ecologica che è il nostro organismo. Così, se non si seguono alla lettera i tempi e le dosi di prescrizione, il risultato sarà quello di selezionare un super batterio resistente all’antibiotico con il quale ci stiamo curando, proprio all’interno del nostro organismo, un risultato micidiale che può derivare da una semplice distrazione.

Nel video riportato di seguito si evidenzia il meccanismo che porta all’ottenimento delle resistenze batteriche sotto la pressione selettiva degli antibiotici:

Dal momento che prevenire è meglio che curare (e curare bene è meglio che creare letali resistenze proprio dentro di noi) è bene assumere antibiotici solo quando ce n’è un effettivo bisogno (e non, ad esempio, per infezioni virali) e seguendo con precisione le dosi ed i tempi indicati sul bugiardino.

Fonti: Corso di Microbiologia e Parassitologia dell’Università degli studi di Torino, Harvard Medical School, IFLSCIENCE!

Laura Tasca

Commenta per primo

Rispondi