Relazione mente-pancia: l’importanza dei probiotici


Si sente sempre più spesso parlare di microbiota e di quanto il benessere della nostra flora di simbionti “buoni” sia importante per il corretto funzionamento fisiologico del nostro intestino ed organismo. Se il benessere del microbiota contribuisce al funzionamento fisiologico dell’organismo, questo è di certo correlato alla regolazione di funzioni cognitivo-emozionali, tra cui è possibile includere anche la possibilità di una modulazione dello sviluppo del sistema nervoso e una regolazione epigenetica dello stesso.

In un lavoro del 2013 della dottoressa Elaine Hsiao, infatti, si parte dall’evidenza di come i disturbi dello sviluppo neurologico si accompagnino ad anomalie o disturbi del tratto gastrointestinale. Nel modello murino creato dal team per l’esperimento, che riproduce caratteristiche tipiche dello spettro autistico, sono state rilevate alterazioni del microbiota e difetti della barriera gastrointestinale che correlano con una Attivazione Immunitaria Materna. Il trattamento orale della prole dei topi con questa attivazione con Bacteroides fragilis (un batterio commensale umano) corregge la permeabilità intestinale, altera la composizione del microbiota e migliora i deficit del comportamento senso motori e il disturbo dell’ansia.

Alla luce di queste considerazioni, alcuni autori parlano di psicobiotici indicando i batteri commensali e di prebiotici, vale a dire tutto ciò che li sostiene e nutre (tra i prebiotici ricordiamo i fruttani e gli oligosaccaridi da tre a nove unità saccaridiche). In un importante lavoro del 2007 i partecipanti allo studio (124 soggetti tra uomini e donne) hanno consumato latte fermentato contenente Lactobacillus casei o, in alternativa, un placebo. Nel sottogruppo costituito dai partecipanti con il più basso punteggio relativo al tono dell’umore, la supplementazione con probiotici ha portato ad un netto miglioramento nei test di autovalutazione rispetto al gruppo trattato con placebo. La totalità dei partecipanti, tuttavia, non presentava un significativo miglioramento, autorizzando a ritenere che l’effetto sia commisurato alla necessità di un buon “terreno”, ovvero che l’effetto dipenda molto dai prebiotici.

In un altro lavoro strutturato a doppio cieco, volontari sani hanno assunto in alternativa o un mix di probiotici (Lactobacillus helveticus e Bifidobacterium longum) o un placebo per un periodo di 30 giorni, dopo i quali è stato effettuato un test di autovalutazione con lo scopo di misurare sia l’umore che lo stress. I risultati ottenuti da questo studio sono stati soddisfacenti: i partecipanti che avevano assunto i probiotici, infatti, hanno mostrato una diminuzione del cortisolo libero urinario nonché un miglioramento del tono dell’umore. Anche atleti sottoposti a stress da attività fisica supplementari con Lactobacillus gasseri hanno mostrato un miglioramento del tono dell’umore e una modulazione, dopo esercizi a elevata intensità, dell’attività delle cellule Natural Killer ( http://microbiologiaitalia.altervista.org/cellule-natural-killer-licenza-uccidere/) con un ulteriore sollievo quando i probiotici erano consumati insieme a lattalbumina.

Esistono, inoltre, importanti evidenze che associano i disturbi della comunicazione cervello-intestino ad alterazioni della composizione del microbioma: la sindrome da intestino irritabile, ad esempio, è correlata ad una flora intestinale alterata nonché accompagnata da ansia e depressione. Questi risultati sembrano, dunque, supportare l’ipotesi che i probiotici inducano un benefico effetto psichico microbiota-mediato: da qui il termine psicobiota.

Ma quali sono i cibi consigliati per fornire un adeguato substrato ai nostri batteri intestinali? Cereali integrali, banane, aglio e cipolla, miele, carciofi e cicorie. In questi alimenti naturali è possibile trovare i prebiotici, sostanze non digeribili dall’organismo che favoriscono la crescita e l’attività dei “batteri buoni” rispetto a quelli nocivi. Anche lo yogurt è fonte di fermenti lattici, presenti anche nel latte fermentato. Grazie ai fermenti lattici questi prodotti possono essere consumati anche da chi è intollerante al lattosio: i batteri qui presenti sono infatti in grado di metabolizzare il lattosio.

Fabrizio Visino

Fonti: 1) Elaine Y. Hsiao et al. “Microbiota Modulate Behavioral and Physiological Abonormalities Associated with Neurodevelopmental Disorders”. Cell 155, 1451-1463, December 2013

2)Benton D. et al. “Impact of consuming a milk drink containing a probiotic on mood and cognition”. Eur. J. Clin. Nutr. 61, 355-361 (2007)

3)Sashihara T. et al. (2o16). ” Effect of Lactobacillus gasseri OLL2809 and a-lactalbumin on university student athletes: a randomized, double-blind, placebo controlled clinical trial”. Appl. Physiol. Nutr. Metab. 38, 1228-1235

Humanitassalute.it

Commenta per primo

Rispondi