Alla base della sclerosi multipla la tossina Epsilon

Sarebbe una tossina prodotta da batteri di origine alimentare il possibile innesco della sclerosi multipla.

In seguito a diversi studi, i ricercatori del Weill Cornell Medical College hanno individuato una tossina batterica come possibile causa di innesco della sclerosi multipla, conosciuta come SM. Questa tossina, detta “tossina Epsilon”, potrebbe essere uno di quei fattori ambientali scatenanti la malattia, che ad oggi non sono ancora noti del tutto. La tossina epsilon viene prodotta da comuni ceppi batterici noti come Clostridium perfringens, un batterio sporigeno che è la causa più comune delle infezioni alimentari. Questo è anche il motivo per cui è più diffusa di quello che si crede.

I ricercatori hanno portato diverse prove a favore di questa teoria, una tra tante il fatto che la tossina epsilon riesce ad oltrepassare la barriera ematoencefalica che protegge il nostro cervello dalle sostanze tossiche. Inoltre essa porterebbe ad una degenerazione della mielina che avvolge le fibre nervose e sarebbe responsabile della perdita di quest’ultima lungo gli assoni, con devastanti conseguenze a livello del sistema nervoso. Ma l’effetto di questa tossina non si limita a questo, infatti è anche capace di interagire con tutte le altre cellule associate all’infiammazione presente nella SM, ovvero le cellule vascolari della retina e le cellule della meninge.

Un’altra teoria portata avanti da questa ricerca è la scoperta eclatante di qualche anno fa. I ricercatori scoprirono la presenza di C. perfringens tipo B, solitamente non infettante gli esseri umani, in una donna di 21 anni che era stata oggetto di un rapido divampare della sclerosi multipla. Per confermare quanto osservato, gli scienziati decisero di replicare l’infezione in modelli murini. I risultanti furono sorprendenti e scioccanti al tempo stesso.

In origine pensarono che la tossina avrebbe colpito solo le cellule endoteliali cerebrali e gli oligodendrociti, ma si scoprì poi che questa aveva ucciso anche le cellule della meninge. Questa scoperta è stata essenziale, ha permesso di spiegare l’infiammazione meningea e le lesioni subpiali corticali tipiche della SM.

Questi studi aprono le porte a grandi sviluppi in ambito farmacologico: si può pensare di sviluppare un anticorpo neutralizzante o un vaccino mutato che possano arrestare la progressione della malattia o prevenire l’infezione e l’insorgenza della patologia.

Fonte: lastampa.it

Raluca Stoica

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