Allarme colera ad Haiti

LA NASCITA DELL’EPIDEMIA

Negli ultimi sette anni sono morte di colera quasi 10 mila persone ad Haiti e altre 800 mila si sono ammalate gravemente. L’ONU, purtroppo, è direttamente coinvolta: nel mese di dicembre le Nazioni Unite hanno ammesso di essere «moralmente responsabili» per la diffusione della grave epidemia della terribile infezione batterica. La splendida quanto povera repubblica del Mar dei Caraibi non conosceva più il colera, che era stato debellato; questo prima che l’ONU arrivasse sull’isola per aiutare la popolazione a riprendersi dal devastante terremoto del 2010. Come si è originata l’epidemia? Nel 2010 454 membri del contingente del Nepal, alcuni dei quali malati di colera prima di partire, hanno permesso che gli scoli sanitari finissero nelle acque del fiume Meille. Questo atto ha portato a moltissime infezioni e, a distanza di sette anni, l’epidemia non è stata ancora fermata.
L’ONU ha impiegato sei anni prima di dichiararsi responsabile, anche se l’immunità diplomatica l’ha protetta da denunce legali. L’Organizzazione ha dichiarato di voler porre rimedio investendo 400 milioni di dollari per risolvere il problema colera, ma i soldi non sono arrivati: la raccolta è ferma a solo 2 milioni di dollari e solo sei dei 193 membri dell’Onu (Inghilterra, Cile, Francia, India, Liechtenstein e Corea del Sud) hanno contribuito. Altri, come il Canada o il Giappone, hanno donato rispettivamente 4,6 e 2,6 milioni di dollari per combattere la malattia ma non al fondo ONU, temendo che i soldi potessero finire sprecati.
In totale, appena il 2% della somma annunciata è stata raccolta.

Circa un mese dopo che l’uragano Matthew ha devastato l’area sud-occidentale di Haiti, migliaia di persone non hanno più una casa, molte coltivazioni sono andate distrutte, il bestiame è andato perso, quindi scarseggia il cibo e soprattutto non c’è acqua potabile a sufficienza. Ci sono molti villaggi remoti che rimangono isolati e sono quindi irraggiungibili dalle organizzazioni sanitarie venute in soccorso. La combinazione di queste mancanze e dell’accesso alle cure, rischia di aumentare drasticamente il deterioramento dello stato di salute generale della popolazione, legato all’infezione da colera.

L’EPIDEMIA NON SI FERMA: DUEMILA NUOVI CASI

L’ attuale segretario generale delle Nazioni Unite, António Guterres, ha chiesto a tutti i paesi di impegnarsi di più per Haiti. In base a quanto riporta il New York Times, potrebbe valutare di introdurre un sistema di contribuzione obbligatorio, vista l’emergenza sanitaria. Il dottor David Nabarro, molto attivo per fermare l’epidemia di Ebola nell’Africa occidentale, esprime la sua opinione sul problema commentando che i donatori hanno bisogno di essere convinti che i soldi vengano utilizzati bene. Nei primi due mesi dell’anno (gennaio-febbraio) duemila nuovi casi di colera sono esplosi sull’isola.

COME SI CONTRASTA?

Le malattie infettive sono da sempre una piaga per l’umanità, che non può certo stare a guardare di fronte a questi eventi. La continua formazione e preparazione in campo medico, infermieristico e di prima assistenza, del personale sanitario locale deve essere la base su cui costruire una rete di aiuti efficaci e preventivi per migliorare la situazione attuale.

Ovviamente per disporre di tutti i dispositivi medici e ausiliari si ha bisogno di finanziamenti. La comunità internazionale da questo punto di vista non può ignorare la necessità di intervenire, poichè il problema potrebbe allargarsi facilmente e diventare più grave. Il contenimento e il debellamento devono essere i capisaldi del piano di soccorso. La possibilità di avere a disposizione acqua potabile e servizi igienici deve essere raggiunta il prima possibile per diminuire il rischio di contagio.

Inoltre, stiamo assistendo alla diffusione della malaria in luoghi ad altitudini più elevate di quanto non accadesse in precedenza: i cicli biologici della zanzara Aedes aegypti (la zanzara che diffonde malattie come la malaria, Zika, la febbre gialla, e la febbre dengue) sembrano essere cambiati. Lo scoppio di Zika potrebbe essere dovuto a una combinazione di mutamenti nella distribuzione geografica e di habitat della zanzara, determinati essenzialmente dal cambiamento  climatico. Ancora una volta, lo scellerato inquinamento, dettato spesso da un’industrializzazione che pensa al business, ma che troppe poche volte si ricorda delle sorti del pianeta,  sta influenzando indirettamente l’evoluzione di queste malattie, influendo sui cambiamenti del clima.

I FOCOLAI

EMERGENZA COLERA:  Haiti, Somalia, Sud Sudan e Zambia.

In Somalia, ad esempio, interessa i 2/3 delle 18 regioni del paese e ha ucciso più di 300 persone da gennaio.

Alessandro Scollato

Fonti: MSF, Ansa

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