Neisseria meningitidis: ospite indesiderato

L’agente patogeno Neisseria meningitidis  è una delle principali cause di meningite batterica e sepsi in tutto il mondo che non hai mai smesso di colpirci.

L’invasività di questa malattia sta nel sito di colonizzazione, cioè la mucosa nel tratto respiratorio, dove il batterio prolifera formando delle microcolonie. Ed ecco il problema! Sono proprio queste piccole colonie che riescono facilmente ad attraversare la barriera cellulare e creare il danno.

Il batterio ed il suo percorso

Gli esseri umani servono come serbatoio per l’agente patogeno Neisseria meningitidis. I batteri in una prima fase asintomatica colonizzano il tratto respiratorio superiore, con una prevalenza di trasporto che vanno da 10 a 35%. Tuttavia, di tanto in tanto i meningococchi attraversano la barriera epiteliale della mucosa arrivando al cervello, causando setticemia e meningite pericolose per la vita. L’adesione del meningococco all’epitelio nasofaringeo è un prerequisito per la colonizzazione e la patogenicità, e questo processo può essere diviso in due fasi. L’interazione iniziale con cellule è caratterizzata da proliferazione ed adesione come aggregati, chiamate appunto microcolonie. Questa fase è seguita dal distacco dei singoli batteri dalle microcolonie, consentendo la rilocazione in nuovi siti di colonizzazione. Questa dispersione permette loro di passare in circolo.

Lo studio

Fino ad ora il meccanismo con cui tutto ciò avveniva era oscuro e poco compreso, ma in una recente ricerca finalmente qualcosa a riguardo è stato scoperto! Risulterebbe che la molecola incriminata sia una molecola tanto usuale quanto necessaria: il lattato!

E’ stato dimostrato che il lattato, una molecola abbondante nelle mucose ospitanti il batterio, induce l’invasione delle microcolonie di N. meningitidis. È interessante inoltre notare, secondo l’opinione degli studiosi, che il ruolo del lattato non è metabolico, bensì di segnalazione. Infatti grazie a questa molecola il batterio riceverebbe il segnale di migrazione appena si trova a contatto con la mucosa. Secondo questa teoria l’infezione diventerebbe da asintomatica invasiva.

Ma entriamo un po’ più nel dettaglio su come si creano le microcolonie: dopo l’adesione iniziale da parte del patogeno alle cellule ospiti, si formano gli aggregati meningococchi, attraverso interazioni pilus-pilus, chiamate microcolonie da cui i batteri successivamente si staccano per invadere l’organismo. La dispersione delle microcolonie consente l’accesso a nuovi siti di colonizzazione e facilita l’attraversamento della barriera cellulare. Per studiare questi meccanismi è stato utilizzato un live-cell. Gli scienziati hanno dimostrato, usando un approccio libero dalla cellula ospite, che il lattato, secreto dalle cellule ospiti, avvia una rapida dispersione delle microcolonie. Questi risultati rivelano un ruolo molto importante, quasi essenziale, del lattato nella dispersione  e l’invasione delle microcolonie.

 

Fonte: PlosPathogen

Raluca Stoica

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