Cannabis pericolosa per la salute: il 91% è contaminata

LO STUDIO

Uno studio condotto dall’Università di Berna ha dimostrato che su 150 campioni di marijuana e hashish sequestrati nel corso del 2014, di cui una decina provenienti dal Canton Ticino,  il 91% era contaminato da sostanze gravemente pericolose per la salute. L’indagine è stata commissionata dall’Ufficio Federale della sanità pubblica al gruppo di lavoro di chimica forense della società svizzera di medicina legale, sotto la guida del Dr. Werner Bernhard, chimico e tossicologo forense dell’Istituto di Medicina Legale di Berna. Fra le sostanze rilevate troviamo metalli pesanti (alluminio, ferro, bario, cromo, cesio, cobalto e bismuto), batteri, pesticidi, sostanze da taglio, diluenti e miceti, che possono provocare seri danni al sistema nervoso, immunitario e respiratorio.

Nelle coltivazioni outdoor la possibilità che la pianta vada incontro all’attacco di miceti è molto alta. Quando la cima è abbastanza grande da trattenere l’umidità della notte, a meno che non ci si trovi in un luogo ventilato e illuminato dal sole al mattino, l’incremento della temperatura giornaliera crea le condizioni ideali per lo sviluppo delle muffe.

Nella pratica indoor, invece, il calore della lampada porta ad un abbassamento dell’umidità che inibiscono lo sviluppo delle muffe. Inoltre in questa condizione si ha qualche possibilità in più di contrastare lo sviluppo delle muffe anche tagliando le parti infette della pianta e facendo attenzione all’igiene, eliminando il materiale infettato e pulendo con cura le forbici. L’8% dei campioni prevalentemente originate da coltivazioni indoor risultava però contaminato da fungicidi e insetticidi.

In una presentazione più generale, la pianta della Cannabis è dioica, ossia a sessi separati. La femmina ha la parte delle infiorescenze che presenta la resina, che risulta la più ricca di principio attivo. I principi attivi più importanti della Cannabis sono:

  • CBD o cannabidiolo: maggiormente concentrato nelle piante da ”fibra”, ossia quelle che nascono per l’industria tessile. Regala un effetto miorilassante, antiepilettico, ansiolitico, sedativo antidiscinetico, antiasmatico, antinfiammatorio.
  • CBN o cannabinolo: in dosi elevate può produrre disorientamento spazio-temporale e vertigini.
  • THC o tetracannabinolo: protagonista nelle canne, spinelli etc. Ha azione psicomimetica, antiemetica, anticinetosica, antianoressizzante, ipotensiva oculare e antidolorifica.

Dalla pianta si originano:

  • Marijuana: sotto forma di fiocchi o panetti. Può arrivare fino ad un 5 % di THC.
  • Hashish: deriva dalla resina che viene raccolta, essiccata e messa sottoforma di panetti concentrati. THC 7-8 % circa.
  • Olio di Hashish: estratto della pianta fatto con solventi organici e poi evaporato. Forte concentrazione di THC: 30-45 %

Nella letteratura scientifica ci sono indicazioni sui danni alla salute derivanti dal consumo di prodotti contaminati derivati dalla Cannabis.

Una regolamentazione del mercato, europeo o nazionale, potrebbe forse rivelarsi una buona opportunità per migliorare la salute dei consumatori abituali,  un’iniziativa interessante per generare posti di lavoro e un importante introito? Domanda importante, sulla quale è necessario riflettere seriamente, anche per evitare gravi malesseri dovuti a contaminazioni evitabili, se il mercato venisse regolarizzato e organizzato con opportuni controlli di qualità.

Alessandro Scollato

fonte: ticinonline

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